Estate al Pilastro: possiamo chiedere di più?


E’ stata, come per tutti, un’estate calda e secca.
Ma il Pilastro non si è svuotato.
Al mattino presto vedevi tante signore far la spesa con il cestino con le ruote, alcune con il deambulatore perchè non ci si può chiudere in casa solo perché le articolazioni non sono più quelle di una volta. Nonne con bimbi, e qualche nonno con i nipotini intorno alle altalene o alla Fattoria Urbana, o al Meraville a cercare il fresco dell’aria condizionata. Poi, insieme e senza distinzioni, bambini e ragazzi di provenienza differente frequentano l’Estate Ragazzi ( campo solare della Parrocchia di S. Caterina ), o il Centro Estivo dell‘Associazione Virgola e dell‘Associazione EiBo’ presso la Fattoria Urbana, o  “Un mondo a colori, laboratorio dell’Associazione Interculturale Universo nello Spazio Bimbi degli stand nel Parco Pasolini.

Tutte le iniziative, gratuite o a pagamento, hanno avuto una grande richiesta e, dai pareri da me raccolti, gradimento alto per la qualità del servizio e per la capacità e competenza degli operatori. Molte proseguono da anni e ci auguriamo possano continuare e consolidarsi per rispondere alla domanda di tante famiglie che trovano in questi appuntamenti una validissima risposta. I bambini e i ragazzi giocando svolgono attività che sotto la forma del laboratorio consentono migliore socializzazione e sviluppo delle abilità cognitive.

Il caldo e le splendide serate hanno saturato di persone e di colori le strade e i giardini del Pilastro: come molti dei nostri lettori sanno, alcune strade del Pilastro hanno scarsissimo traffico di attraversamento e si potevano vedere anziani, soprattutto donne, con la propria seggiola davanti alla porta di casa a chiacchierare con le vicine o a far la maglia.
Voci, risate e grida dei più piccoli, partite di calcio e lettori di smartfone sulle panchine o appoggiati ai muri e agli alberi: questo lo scenario sul piazzale della biblioteca quando il sole iniziava a calare dietro gli alberi e i grattacieli. Avevi l’impressione, anche se sentivi parlare il solito italiano con esse pesante, che fossero tutti stranieri.

Nel Parco Pasolini, dopo le sei, tutte le panchine e tutti i punti gioco per bambini si riempivano di famiglie di varie tradizioni. Particolarmente visibili e colorate le signore di provenienza bengali con abiti e copricapo coloratissimi con disegni e colori di invidiabile eleganza: più di una volta ho avuto la tentazione di scattare foto, ma il timore di essere inopportuna o travisata, mi ha trattenuto. Alcune famiglie con il sacchetto e le bottiglie per la cena ( e la mattina dopo trovavi il sacchetto ben chiuso nel cestino, anche se stracolmo) facevano pic-nic intorno alle panchine vicine ai giochi; in altri gruppi di panchine i nostri anziani in chiacchiere; poi, nella parte meno accessibile, i proprietari e accompagnatori dei cani, e dappertutto tanti, tanti ragazzi.

Solo all’ora di cena, si animavano gli stand  dell’Associazione Interculturale Universo , qualche famiglia intorno ai barbecue per la grigliata, e, più tardi, ragazzi africani per giocare a calcetto, incontrarsi e ascoltare musica.  Quasi mai è stata punto di incontro con italiani; i residenti dei palazzi vicini, non solo non si sono sentiti coinvolti, a volte guardavano imbarazzati, a volte alcuni visibilmente disturbati. I dirigenti e i gestori dell’Associazione, che da giugno a settembre hanno garantito un luogo di incontro sano, non hanno mai consentito violenze e sopraffazioni e con una pazienza che non vedevo da tempo, hanno gestito con saggezza e fermezza tensioni e criticità. E il mattino dopo, quella zona era la più pulita di tutto il Parco.

Questa estate le Associazioni del territorio hanno cercato di offrire maggiori opportunità di dibattiti e di luoghi di incontro e confronto: Masaniello ristorante e pizzeria etica, e il Circolo la Fattoria hanno organizzato nelle settimane di luglio Etica festa della Responsabilità civile.
Ogni sera, dandosi il cambio, una differente associazione ha organizzato una serata a tema: dal 2 agosto, alla lotta alle mafie, dal consumo critico dei gruppi di acquisto, al confronto fra amministratori delle grandi città, dal tema dei diritti umani a quello delle guerre e salute in Medio Oriente. Buon successo di pubblico proveniente da tutta Bologna. Difficoltà a promuovere e pubblicizzare le attività economiche e a far fronte al lievitare dei costi: anche il concerto dei 99 Posse, pur gratuito, non è riuscito a portare quel pubblico di centinaia di giovani che si voleva contattare, tanto meno residenti al Pilastro. I promotori vogliono consolidare l’esperienza e insieme tentare nuove strade, ma trovare fonti di copertura dei costi nel rione più povero di Bologna, non è facile.

L’Associazione Orti di via Sagari e Mastro Pilastro con Antaride e le altre associazioni hanno organizzato il ciclo “Ti racconto il mio orto” nello stand della Associazione Universo: gli esperti in linguaggio semplice ma competente hanno spiegato tanti piccoli preziosi segreti agli ortolani presenti. Purtroppo pochissimi. Sono state prime occasioni di collaborazione, di incontro e di conoscenza fra Associazioni non abituate a lavorare insieme, forti sui temi identitari, ma consapevoli che per affrontare tematiche difficili come la convivenza e comprensione fra persone di culture differenti è necessario mettere in comune e condividere esperienze. Si riproverà, aggiustando il tiro perchè l’obiettivo di migliorare la qualità della vita in questo territorio, insieme, è una priorità per tutti.

Le notti del Parco Pasolini sono state allietate da musiche: i concerti delle cicale, improvvisamente interrotti al primo freddo, raramente sono stati sovrastati dai concerti. Musiche etniche agli stand Universo, canzoni anni ’60 e ’70 il venerdì a Villa Meraville, a beneficio dei clienti e degli abitanti del Virgolone, un unico concerto all‘Arena Pasolini, chiusa per lavori di manutenzione straordinaria fino a metà luglio.

L’Orchestra Senzaspine ha avuto un buon successo di pubblico, nonostante la scarsissima pubblicità e l’impraticabilità dell’Arena fino ai giorni precedenti. E’ stata una bella serata di musica.
Quella sera in tanti siamo scesi dalle case intorno: sopratutto anziani, quasi esclusivamente italiani, ma il programma di musiche di Rossini difficilmente avrebbe potuto coinvolgere altri pubblici, anche se interpretato con umorismo e capacità dai giovani dell’orchestra bolognese.
In tanti ci siamo chiesti se un cartellone più ricco e variato avrebbe suscitato maggiore interesse e soprattutto l’interesse di quelli che, se escono la sera, escono dal Pilastro. Certamente l’esperienza del 50° pur nella sua episodicità, aveva confermato che il pubblico bolognese, se informato, non discrimina il Pilastro come non discrimina territori ben più degradati del nostro ( come ci ha fatto capire la cronaca di alcune aree del centro storico), perché apprezza la comodità dei parcheggi, il fresco, il verde, la vicinanza alla città e la garanzia del trasporto pubblico.

Più arduo sarà individuare iniziative culturali interessanti per le persone che vivono al Pilastro, che abitualmente utilizzano Parco Pasolini e gli spazi verdi, e che a fronte di iniziative “tradizionali”, si spostano in altra area non sentendosi coinvolte.
Voi che ne pensate? Ci sono molti mesi per elaborare le proposte per la prossima estate 2018. Sarebbe importante che le Associazioni del territorio fossero le protagoniste a nome di tutti noi.

Testo di Claudia Boattini
Foto dell’archivio del blog