Masaniello: un anno di attività

In occasione del primo anniversario del Ristorante Pizzeria-Etica MASANIELLO (Via Pirandello, 6 – Bologna), abbiamo chiesto a Michele Ammendola di tracciarci un breve bilancio di questo primo anno di attività.

Michele Ammendola: Prima di tutto ci tengo a dire che quest’anno è stato un anno di crescita in tutti i sensi ed in particolare per quanti lavorano qui. Siamo una cooperativa sociale e diamo la massima importanza alle persone. Assicurare uno stipendio regolare e avere fra noi collaboratori che appartengono a categorie disagiate è un motivo di grande orgoglio per noi.

Redazione: E’ una crescita anche dal punto di vista della clientela? Michele Ammendola: Certamente. Nei primi tempi naturalmente la maggior parte degli avventori proveniva dal Pilastro stesso, con una forte presenza di soci e frequentatori del Circolo ARCI La Fattoria. Ma a distanza di un anno la clientela si è estesa un po’ in tutta la città, probabilmente proprio per il nostro progetto etico, oltre che per la qualità del prodotto che offriamo, ma anche per merito di un processo di riabilitazione che il Pilastro sta attraversando agli occhi della cittadinanza bolognese. Siamo felici di svolgere anche noi una piccola parte all’interno di questo movimento. 

Redazione: Quali saranno allora le novità di questa nuova annata che sta per cominciare.

Michele Ammendola: Due in particolare che speriamo di realizzare già dai prossimi mesi. La prima riguarda la sala vetrata che si trova alle spalle del nostro ristorante che, opportunamente attrezzata, diventerà uno spazio per i bambini anche in collaborazione con l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) che due volte al mese, di sabato, svolgerà delle attività rivolte a bimbi affetti da questa malattia.

Redazione: E l’altra novità?

Michele Ammendola: L’altra novità è che il modello economico di Masaniello piace!.. visto che su questo territorio abbiamo trovato altre realtà che pensano al commercio alla nostra stessa maniera. A cominciare dal consorzio di cooperative sociali Local To You che da tempo si occupa di consegna a domicilio di prodotti freschi da agricoltura biologica. Cito poi Bottega del pesce che commercia esclusivamente in pesce siciliano non da allevamento. Significa un prodotto ben diverso da quello surgelato proveniente dall’Oceano Indiano o dai mari della Cina. A loro si uniranno presto un produttore di olio e uno di vino.
Così con queste imprese stiamo per dare vita al marchio R.ET.I. (Rete Etica Italiana) per attivare il servizio di spesa etica a domicilio basato su ordinazioni anche on line. Una grande sfida.

Redazione: E non è la prima volta. Se non sbaglio siete stati voi ad aver introdotto a Bologna la pratica della “pizza sospesa”.

Michele Ammendola: Questa è una cosa che ci ha dato un’enorme soddisfazione. Dopo le prime perplessità, la clientela ha capito lo spirito della nostra iniziativa: pagare una pizza in più di quella che si consuma per devolverla ad uno sconosciuto bisognoso. Un atto di generosità e di fiducia elargito da ignoto benefattore a ignoto beneficiario. Beh, in quest’anno abbiamo potuto servire la bellezza di 500 pizze ad associazioni benefiche come Cucine Popolari, Piazza Grande, Anfass, Antoniano. Speriamo di fare ancora meglio nel nuovo anno.

Redazione: Un’ultima domanda: avete in previsione di organizzare degli spettacoli all’aperto come la scorsa estate?

Michele Ammendola: Sicuramente sì. La volontà c’è e ci stiamo lavorando, anche se è troppo presto per buttare giù un programma vero e proprio. D’altronde Masaniello organizza incontri un po’ in tutte le stagioni.
Vi segnalo quelli più vicini:
il 14 marzo una commemorazione di Don Peppe Diana il prete casalese ucciso dalla camorra il giorno del suo onomastico il 19 marzo del ’94;
l’11 aprile ospiteremo la direttrice del carcere di Bologna Claudia Clementi e parleremo di attività che noi sosteniamo per il reintegro degli ex-carcerati.
Non siamo solo pizzaioli.”

Come dargli torto?

Testo di Lino Bertone