L’eredità del sessantotto: giovedì 22 marzo si discute di movimento delle donne

 

Giovedì 22 marzo alle ore 20,30 presso la Biblioteca Spina si terrà la conferenza di Elda Guerra sul tema “I movimenti delle donne e il ’68”.

Dal processo alla Zanzara per l’indagine degli studenti del liceo Parini di Milano, al rifiuto di Franca Viola del matrimonio riparatore, alle testimonianze delle donne “angeli del ciclostile”, alle lotte per il nuovo diritto di famiglia, la presentazione di Elda Guerra approfondirà la storia del movimento delle donne dagli anni ’60, dai primi segnali di femminismo in America fino ai giorni nostri.Elda Guerra, studiosa di Storia contemporanea, ha insegnato Didattica della storia presso l’Università di Bologna ed è responsabile scientifica dell’Archivio di Storia delle donne del Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle donne di Bologna.
Tra le sue pubblicazioni, oltre a numerosi saggi, ricordiamo il volume Storia e cultura politica delle donne (Bologna 2008). A questo link la trasmissione Rai de “Il Tempo e la Storia” su Movimento Femminista a cui partecipò come maggiore esperta del tema. Anche nella recente trasmissione di Passato e Presente curata da Paolo Mieli, il libro di Elda Guerra è stato citato come il più documentato strumento di conoscenza del periodo.

In un recente post abbiamo raccontato il ruolo di Elda Guerra a sostegno del Gruppo Donne Pilastro,
alla fine degli anni ’90. Con il distacco del tempo trascorso, la competenza della maggiore studiosa del settore e la passione di una delle protagoniste del movimento bolognese, ha risposto ad alcune nostre domande per dare solo una prima idea delle polemiche che a quel tempo riempirono i giornali e le piazze d’Italia.

Redazione: quale fu la relazione fra il movimento delle donne e movimento del sessantotto?
Elda Guerra: E’ una questione molto dibattuta. A mio parere il movimento del ’68 ha provocato una sorta di  accellerazione di contraddizioni. Vi fu una fortissima partecipazione di donne ai movimenti. Vi fu anche una sorta di delusione  rispetto alle istanze di democrazia e di rifiuto di ogni forma di autoritarismo che però non si tradussero in nuovi comportamenti nelle relazioni fra uomini e donne.
Da qui la reazione delle ragazze che non accettavano i ruoli in cui erano confinate,e sull’onda di quello che stava avvenenendo in altre parti del mondo dai movimenti femministi soprattutto dagli Stati Uniti d’America che  iniziarono a riunirsi in modo separato; come ebbe a dire Carla Lonzi ( autrice del Manifesto di Rivolta Femminile N.d.R.), le donne iniziarono a riunirsi per cercare il proprio senso dell’esistenza.

Redazione: Si parlò in quegli anni di rivoluzione sessuale, di cambio del concetto di sessualità
Elda Guerra: Se guardiamo alle molte testimonianze sulle relazioni più intime, si capisce con chiarezza. In una si dice: “ Andava molto di moda Reich, ma io sentivo che quella rivoluzione sessuale non mi riguardava, non riguardava il mio corpo”.
Quella rivoluzione sessuale che era diventata forte nel movimento, da parte delle ragazze che ne facevano parte, era vissuta in altro modo; solo in parte come liberazione, ma anche  come negazione di una sessualità diversa che invece cominciò ad essere riscoperta nei gruppi di autocoscienza.

Raramente al Pilastro si organizzano incontri di questo livello: sarà un’occasione da non perdere per chi ha vissuto quegli anni, e per le giovani e i giovani di oggi che grazie a quel movimento vivono una vita più libera.

Testo di Claudia Boattini