Borsari: Lavorando insieme ecco i risultati

“Le scelte fatte dall’Amministazione  sono frutto di un continuo dibattito e scambio tra gli abitanti del rione e gli amministratori, in un’ottica di ascolto dei bisogni e delle proposte della cittadinanza attiva. Solo lavorando insieme Amministrazione e cittadini si possono avere buoni risultati.”
Con questa considerazione finale si chiude l’intervista rilasciata dal Presidente di Quartiere Simone Borsari ai nostri redattori, la cui prima parte potete leggere a questo link.

Redazione: “Se dovessimo chiederle , dopo tante proposte migliorative, quali sono le maggiori criticità che vede attualmente per il Pilastro, cosa ci risponde ?”
Borsari: Intanto voglio dire chiaramente che , dati alla mano, il nostro non è un rione degradato o in balìa della delinquenza ma anzi è un territorio che è andato progressivamente migliorando ed arricchendosi. Certo, come dovunque ci sono dei problemi ancora da risolvere e delle cose che vanno migliorate. Ma… Basta dipingere il Pilastro come un luogo abbandonato perché non corrisponde a verità. Anzi! E’ una zona ricca di servizi di qualità, di infrastrutture di pubblica utilità e di energie positive di cittadinanza attiva. E’ ora di iniziare a rivendicarlo con orgoglio.
Ciò detto, mi stanno a cuore due ambiti su cui occorre continuare a lavorare, anche se non partiamo da zero.
Il primo è il miglioramento della sicurezza sociale e e della convivenza civile. Bisogna lavorare ancora sulla corretta e rispettosa fruizione degli spazi pubblici e delle aree condominiali. Occorre continuare l’opera di “bonifica” da frequentazioni ed attività illecite.
Per fare un esempio, è in programma l’installazione di telecamere nel parco Pasolini, ma occorre investire anche sul tema della mediazione sociale e di condominio nei comparti di edilizia pubblica e nella sensibilizzazione della collettività a rispetto delle regole, che devono essere uguali per tutti e fatte rispettare nei confronti di tutti. Su questo versante, acquista sempre più importanza anche il coinvolgimento attivo delle comunità di origine straniera che vivono al Pilastro.

La seconda cosa su cui bisogna insistere è la cultura. E’ vero che il Pilastro ha già almeno due centri di attività culturale importanti, Il Dom con la sua programmazione teatrale e la Biblioteca Spina, con la sua costante proposta di incontri, eventi e presentazioni di libri, ma resta il problema del mancato pieno utilizzo dell’Arena del Parco Pasolini. Occorre concentrarsi su una programmazione estiva di eventi culturali e aggregativi di alto livello per rendere ancora più attrattivo il Pilastro e rivitalizzare il Parco Pasolini. Sono fiducioso che l’Assessorato alla Cultura ci dia un supporto per realizzare questo obiettivo.
Borsari conclude ribadendo  che il Comune e il Quartiere, attraverso i progetti di riqualificazione del Pilastro iniziati nello scorso mandato e che avranno continuità grazie ai finanziamenti del “bando periferie”, hanno voluto lavorare con lungimiranza progettuale. Non solo si tratta di una mole di investimenti mai vista tutta insieme sul Pilastro dalla sua nascita, inoltre gli interventi in essere non sono stati pensati per avere risoltati solo immediati, bensì anche per produrre effetti nel medio-lungo periodo. Opere e arricchimenti strutturali e di viabilità,.,che stanno dando i loro risultati,sia nella percezione di questo territorio da parte di chi via abita, sia nella città intera. Ma ci sono anche i progetti sociali. E i numerosi interventi educativi in ambito scolastico ed extrascolastico in essere grazie alla collaborazione tra la scuola e i sevizi di Quartiere porteranno risultati man mano che cresceranno i ragazzi che adesso ne beneficiano, perché si sta molto lavorando sul senso civico, sull’integrazione, sul dialogo interculturale che li porterà ad essere sempre più responsabili. Sulle nuove generazioni si sta investendo molto.
“Le scelte fatte dall’Amministazione-continua il Presidente di quartiere- sono frutto di un continuo dibattito e scambio tra gli abitanti del rione e gli amministratori, in un’ottica di ascolto dei bisogni e delle proposte della cittadinanza attiva. Solo lavorando insieme Amministrazione e cittadini si possono avere buoni risultati.”

Redazione: Parliamo dei progetti previsti dal bando periferie che ancora non abbiamo illustrato. Che ne sarà di via Fantoni?
Borsari: il Sesto intervento riguarda la  Casa e il  podere San Ludovico di via Fantoni: è un edificio rurale con un podere di sei ettari in un’area al confine con il CAAB e FICO. Verrà recuperato e restaurato l’edificio esistente; si avvierà un percorso di agricoltura comunitaria realizzando una fattoria didattica integrata con attività di accoglienza turistico-ricettiva. Costo stimato 1 milione e 260 mila euro per lavori, più 100.000 euro per forniture.

Redazione: Qualcuno esprime perplessità su questo intervento,soprattutto sulla attività di accoglienza turistico recettiva…..
Borsari: Questo è il progetto per cui sono stati erogati i contributi. E’evidente che se nel tempo intercorso tra la proposta del progetto e la sua realizzazione si dovessero avere, ed è possibile, delle evidenze e dei riscontri per cui sarebbero consigliabili delle modifiche, questo argomento verrà trattato e preso in considerazione.

Redazione: E sulla viabilità, ci sono progetti?
Borsari: Sì, certo, ci sono gli ultimi tre progetti. Sono progetti tesi all’implementazione dei collegamenti tra zona Roveri e Pilastro e alla mobilità ciclabile.  Nel dettaglio il progetto 7 riguarda la Fermata SFM Roveri: prevede la realizzazione di attrezzature per facilitare la sosta delle biciclette,rastrelliere e tettoia, alla fermata Roveri del Servizio Ferroviario metropolitano e l’integrazione degli ingressi sud e nord della fermata con un sistema di percorsi ciclabili e pedonali. La fermata SFM Roveri è un importante accesso alla Ferrovia Metropolitana e ha un’importanza strategica, considerato che in quella zona lavorano molte persone.Costo stimato: 250 mila euro.
Corridoio Ciclo – eco – ortivo da via delle Biscie fino al Dipartimento di Scienze Agrarie: si tratta di un intervento già richiesto dal percorso “Collaborare è Bologna”. Verrà creato un sistema di infrastrutture verdi, orti, giardini, campi coltivati finalizzati alla conservazione della biodiversità da realizzarsi con attività di recupero sociale di soggetti svantaggiati. Si tratta di un intervento particolarmente importante, che insieme al progetto 9) Connessioni ciclabili ( Costo stimato: 1 milione e 730.000 euro ) getta un “ponte” tra il Pilastro e le Roveri, unendo così due territori che in passato non si parlavano, ma che sono entrati a far parte di un unico Quartiere e quindi necessitano di una visione strategica comune nel loro sviluppo. Si andrà da Via Viadagola alla stazione Roveri con un corridoio coltivato e produttivo. Costo stimato: 335.000 euro per lavori, più 465.000 euro per forniture.
Infine il progetto 10), denominato “Servizi Pilastro”, per un costo stimato di 400.000 euro. Trattasi di un insieme di progetti di mediazione sociale e gestione dei conflitti nei comparti di Edilizia Residenziale Pubblica e negli spazi pubblici, programmi di animazione territoriale ed altre attività di valorizzazione del territorio e di avviamento al lavoro in coordinamento con l’Agenzia di Sviluppo Pilastro Distretto Nord-Est.
Come potete vedere, lavorando insieme Amministrazione e cittadini si possono avere buoni risultati.

Seconda parte dell’intervista a cura di Ingrid Negroni, Lorenza Zullo, Ele Diolaiti
prima parte clicca qui

PianoPeriferie_feb18

 

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