2 agosto: la storia vera del pannello salvato.

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo di Dante Negroni, ex ferroviere di San Donnino, che il 2 agosto 1980 era appunto in stazione in servizio.

“La cronaca  recente si è occupata della ricerca di reperti collegati alla strage di Bologna del 2 agosto 80, per rilevare, sia pure tardivamente, tracce di esplosivo potenzialmente  utili alle indagini.

Per quanto mi risulta il primo reperto preso in esame è un ”pannello” di grandi dimensioni che costituiva l’arredamento nella sala di attesa di 1^ classe al momento dello scoppio, come documentato da una foto dell’epoca.

Questo pannello, che evidentemente è stato considerato importante pure a 38 anni dalla strage perché ancora quasi intatto e leggibile, ha una sua storia che mi ha coinvolto e che mi ha permesso di  rendermi  a mia volta protagonista nella sua conservazione.

Il pannello si trovava attaccato ad una parete annerita della sala: la sigla stampata sopra l’immagine (Ente Provinciale Turismo, Bologna) indicava essere di proprietà dell’Ente turistico Bolognese, a cui probabilmente fu consegnato in fase di sgombero delle macerie.

In quel periodo ero ferroviere, in servizio quale dirigente al Nucleo Controllori Viaggianti con ufficio situato in primo binario. La tragica vicenda della strage mi coinvolse in prima persona, nella mia veste di ferroviere e di cittadino di Bologna.

Cercando di convogliare in qualcosa di positivo quel sentimento di rabbia ed orrore che percepivo, cominciai ad interessarmi ad un modo insolito e strano per ricordare quella data e per ampliarne la conoscenza nell’ambito del mondo podistico in cui ero inserito; con pochi altri abbiamo lanciato il raduno di staffette (tuttora in essere) che apre la giornata di celebrazioni ufficiali  con l’arrivo di staffette  podistiche che la mattina del 2 agosto raggiungono Bologna provenienti da varie parti d’Italia.

Qualche tempo dopo, forse un paio d’anni, il mio collega Palazzo Carlo, anch’egli controllore viaggiante, nel  transitare per il piazzale interno della stazione, notò alcuni operai che trasportavano il pesante pannello in procinto di avviarlo alla discarica.

Conoscendo l’importanza di quel reperto e conoscendo il comune interesse per le vicende della strage, il collega Palazzo mi coinvolse e assieme ottenemmo che gli operai ci cedessero di buon grado il pesante fardello che trasportammo seduta stante nel nostro ufficio.

Da quel momento per almeno una dozzina di anni il pannello ebbe una decorosa sistemazione nell’ufficio stesso, a ricordare a noi ferrovieri ed agli eventuali ospiti la tragica vicenda della Strage.

Al  momento del mio pensionamento curai di segnalare ai colleghi, che via via occupavano l’ufficio, l’importanza del quadro onde evitare che potesse essere ancora una volta destinato alla discarica.

Nel frattempo il problema della sistemazione adeguata e permanente del pannello venne sottoposto al presidente dell’Associazione  Familiari delle Vittime, Paolo Bolognesi che riuscì ad ottenere un’eccezione al divieto di modificare l’assetto dell’attuale sala di attesa (quella dello squarcio), e così il pannello fu posto sulla parete di sinistra (entrando) con alcuni pannelli sussidiari che ne illustravano la provenienza e l’importanza.

In tale occasione fui invitato assieme a Carlo Palazzo a presenziare l’inaugurazione e fu grande la soddisfazione nel vedere il “nostro” pannello cui siamo tuttora molto affezionati,esposto ad un pubblico infinitamente più vasto e per lo più poco informato sull’accaduto.”

testo di Dante Negroni

 

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