TELETORRE 19 DIVENTA UN FILM

Molti di voi si saranno accorti nei giorni scorsi di un insolito trambusto intorno alla Torre 19 in Via Casini 4: facce nuove, attrezzature cinematografiche, luci, tecnici, fotografi. Ai pochi cui non è ancora giunta la notizia, riveliamo che a si trattava delle riprese del film “Da Teletorre 19 è tutto” dedicato alla singolare esperienza della TV condominiale ideata nel 2001 da Gabriele Grandi che da 17 anni trasmette quotidianamente programmi di informazione e intrattenimento a disposizione di tutti i condomini del palazzo.

Per saperne di più abbiamo avvicinato il regista Vito Palmieri (recentemente pluripremiato alla Mostra del Cinema di Venezia) e la produttrice Chiara Galloni di Articolture e abbiamo rivolto loro queste domande.

Blog – Come è nata l’idea di questo film? – Palmieri  Grazie alla collaborazione del Circolo la Fattoria abbiamo potuto accedere al bando ministeriale Cineperiferie presentando un progetto cinematografico che si è classificato 2° in graduatoria fra oltre 100 partecipanti. Ho pensato subito al Pilastro come terreno dove avrei potuto trovare delle storie interessanti da raccontare e cercando fra i miei contatti sono arrivato a Bruna Gambarelli, direttrice del Teatro Dom, un’importante realtà culturale del Pilastro.

Blog  – Come siete venuti a conoscenza di Teletorre 19 ? P. Fra le realtà di questa zona che Bruna mi ha presentato, la presenza di una televisione “condominiale”, Teletorre 19 appunto, mi ha subito incuriosito. L’incontro con Gabriele Grandi, il creatore di Teletorre poi mi ha assai colpito anche perché Grandi è riuscito ad illustrarmi efficacemente certe particolarità di questo condominio (e di questo rione in generale) che hanno fatto un po’ da humus per la realizzazione di questa sua esperienza televisiva.

Blog  – Quali sono queste particolarità? P. Teletorre 19 è inserita nel condominio di via Casini 4 che è da sempre un condominio autogestito. Le pulizie, il giardinaggio, la piccola palestra di fitness anche essa realizzata come acquisto collettivo di tutti i residenti, sono tutte forme di attività autogestite.  Ciò crea certamente una coesione, una collaborazione fra gli abitanti che non sempre si incontra in grossi complessi abitativi come quello che ho visto qui. Sono tutte realtà molto belle che ho scoperto man mano effettuando i sopralluoghi preparatori. Sempre con grande sorpresa.

Blog  – Fin ad ora quali conoscenza avevate del Pilastro? P. Confesso che pur conoscendolo tramite materiale informativo che ho raccolto in vista del film, non c’ero mai stato di persona. Le storie che ho realizzato fin ora non hanno mai avuto al loro centro una periferia come in questa storia. E forse dovrò essere grato a questo bando per avermi indotto ad avvicinarmi a questo contesto.

Galloni – Noi di Articolture , al contrario, è da diversi anni che lavoriamo qua al Pilastro e vi abbiamo sviluppato diversi progetti: Dialogo nel 2010 riguardante la lettura di testi nelle lingue delle comunità qui residenti; un progetto teatrale su Gianni Celati in collaborazione con la compagnia Laminarie ed infine, nei 2016, il film Asteroidi . Così quando Palmieri, per altre vie, ha deciso di collocare il film al Pilastro per noi è stato come sfondare una porta aperta.

Blog  – Come va la lavorazione? P. Stiamo lavorando molto bene, in un clima sereno. Oltre a questo “microcosmo” che è la torre 19, siamo entrati in contatto anche con altre famiglie del circondario: tutti molto ospitali.

G. Siamo rimasti solo molto rattristati dalle vicende che sta attraversando il Dom che rischia di vedersi azzerare tutti i contributi statali per i prossimi anni. Ma come si fa a “pesare” l’attività di un presidio culturale come il Dom? Per noi, per esempio, è stato un contatto determinante per venire a conoscenza delle realtà presenti su questo territorio ed entrarvi in contatto: è stata la scintilla che ha avviato la nascita di questo film. Come si fa a quantificare e giudicare una collaborazione di questo tipo e pesarne il valore come se si potesse darle un voto?

Blog  – Come procede il vostro rapporto con Gabriele Grandi, il protagonista della storia ? P. Grandi si è rivelato come una grande risorsa per la costruzione del film e sta dando un ottimo contributo con suggerimenti e pareri che si stanno rivelando molto utili.

G. Inoltre è molto spontaneo e a suo agio davanti alla macchina da ripresa e questo facilita molto il nostro lavoro. Non potevamo sperare in un protagonista migliore.

Blog  – Potete dirci qualcosa della trama ? P. Siamo un po’ a cavallo fra il documentario e la fiction. La nostra intenzione era quella di cogliere un po’ il passaggio generazionale e di consegna fra lui e Leonardo Ciccolella che da un po’ di tempo lo aiuta nella conduzione e programmazione della TV. Attraverso questo racconto si ricapitoleranno un po’ le fasi di avvio di Teletorre che risalgono a 17 anni fa.

Blog  – Quando sarà pronto?

P. A fine ottobre. Ci dispiace solo che essendo un cortometraggio non ci consentirà di soffermarci maggiormente sulle realtà che qui abbiamo scoperto e che ogni giorno presentano spunti nuovi. Di solito nel cinema le periferie vengono presentate sempre come luoghi “difficili”, ambienti violenti e degradati che la città tende ad espellere. Noi ci siamo documentati prima di girare; ci siamo resi conto che questa era stata concepita come una zona del tutto isolata dalla città: era naturale che inizialmente ci fosse del disagio, ma questo ha anche aiutato la nascita di un grande senso di comunità. Il Pilastro poi ha saputo risollevarsi e oggi è un posto bello, popolare e molto solidale.

testo di Lino Bertone – foto di Margherita Caprilli

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