Il tango si balla in Fattoria!

Anche quest’anno puntualmente il Circolo Arci La Fattoria presenta la sua nutrita lista di corsi di formazione che inizieranno nelle prossime settimane e fra questi, naturalmente, non possono mancare le lezioni di tango che costituiscono da più di vent’anni un appuntamento fisso per soci e appassionati di questa forma di danza. Abbiamo chiesto a Marina Gatti, una delle colonne del gruppo di insegnanti di tango argentino, di rispondere a qualcuna delle nostre domande.

Blog – in che cosa si differenzia l’offerta dei corsi di tango della Fattoria rispetto ad altre scuole presenti nella nostra città?

Gatti – La Fattoria ha una lunghissima  tradizione alle spalle: abbiamo iniziato l’attività didattica del tango nel 1996. Nel 2016 abbiamo festeggiato con entusiasmo il nostro ventennale. Poche altre scuole di tango in città possono vantare una simile tradizione (anzi direi che oltre a noi ce n’è una sola). Oggi c’è un gran proliferare di scuole di tango che si fanno un’accesa concorrenza, ma si tratta di realtà recenti con insegnanti di fresca formazione. Purtroppo in questo tramandare l’insegnamento di generazione in generazione alcuni aspetti culturali che mi piace definire “intimi” della tradizione argentina, rischiano di andare perduti.  Noi mettiamo a disposizione dei nostri allievi istruttori molto esperti e si sa che l’affinamento della tecnica di questo ballo non conosce fine.  Il nostro obbiettivo è tramandare intatta la tradizione così come l’abbiamo appresa da grandi maestri argentini con cui siamo entrati in contatto. A questo proposito mi piace citare il grande ERNESTO CARMONA col quale io mi sono formata, il quale ha sempre insistito sulla centralità degli aspetti profondi, emotivi e culturali come il perno centrale di questa meravigliosa danza. Purtroppo oggi spesso si va a esaltare l’aspetto ginnico della performance rispetto a quello interiore e questo rischia di penalizzare chi si approccia al tango nel nostro tempo. Ma non si può, non si deve rinunciare a ricevere tutto quello che il tango può trasmetterci sotto il profilo emotivo.

B – Aggiungerei anche, relazionale/comunicativo. E’ noto che la peculiarità del tango argentino consiste nel fatto che le figure di danza che i due ballerini intrecciano fra loro, vengono improvvisate sul momento. Non ci sono schemi fissi e ripetitivi, come in altri tipi di balli. E’ solo dalla buona intesa che si stabilisce fra i danzatori che scaturirà un ballo più o meno riuscito, più o meno ricco e intenso non solo dal punto di vista estetico, ma soprattutto emozionale.

G – E’ esattamente così. Per fare un esempio, nel valzer ci sono passi standard che ognuno dei ballerini esegue con minime possibilità di modifica: metti, un giro a sinistra piuttosto che a destra, ma niente di più. La Filuzzi romagnola comprende già più figure alternative, ma siamo ancora lontani dall’impostazione del tango argentino. Qui abbiamo sì delle figure fissate, ma servono essenzialmente durante la fase di primo apprendimento. Nel corso della danza vera e propria sarà uomo, che solitamente è il promotore dello svolgimento delle figure che dovrà saper comunicare alla donna volta per volte i singoli movimenti. Ne nasce una costante comunicazione fra i due ballerini da cui emerge la vera essenza del tango, questo suo essere nello stesso tempo profondo, viscerale direi, ed irripetibile. Un’esperienza!

B – Vogliamo parlare dei corsi di quest’anno?

G – I corsi si svolgono nell’arco della settimana dal lunedì al giovedì suddivisi fra diversi livelli di approfondimento: principianti, intermedio, avanzato e sono affidati a diverse coppie di insegnanti. L’alternanza di vari insegnanti, ognuno col suo proprio stile, rappresenta un ulteriore qualità della nostra scuola perché offre la possibilità ai nostri allievi, superate le prime fasi di apprendimento, di scegliere di farsi guidare dall’insegnante che corrisponde meglio al proprio temperamento.

B – E così continuiamo a scoprire quanto siano importanti nel tango le sensazioni, il feeling

G – Certo, é questo il suo fascino. Naturalmente per i più esperti sono previste anche lezioni individuali, si potrebbe dire dei master, per la formazione di quanti volessero cimentarsi in gare di tango o semplicemente affinare sempre di più il proprio stile.

B – Altro?

G – Sì. Non bisogna dimenticare che dalla Fattoria passano periodicamente dei maestri internazionali che vengono a tenere qui i loro stage. Cito per esempio, la maestra che abbiamo contattato per i festeggiamenti del nostro ventennale, GRACIELA GONZALES un’argentina oggi ai vertici mondiali in questa disciplina. A lei potrei aggiungere MIGUEL ANGEL ZOTTO, ERICA BOAGLIO e ADRIAN ARAGON, LAURA MELO e RICARDO BARRIOS tutti di livello internazionale e infine LEONARDO CUELLO che è anche coreografo e questo apre tutt’un altro capitolo perchè il tango può essere anche coreografia, può essere spettacolo.

Ne siamo convinti. Ringraziamo quindi Marina Gatti e ricordiamo che le iscrizioni sono aperte presso la segreteria del Circolo tutti i giorni a orari da concordare tramite una chiamata allo 051/505117.

 

Testo di Lino Bertone

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