Anche a Bologna, l’Italia che resiste

Nonostante il  freddo cane, nonostante la pioggia, eccoci qua:  siamo in più di mille, intorno al Nettuno, per dire “ci siamo” ed aderire all’iniziativa “l’Italia che resiste”, indetta da un gruppo di cittadini impegnati nel sociale per radunare altri cittadini che si sentono in contrasto, umiliati e offesi dalle politiche antistoriche e antidemocratiche dell‘attuale governo rispetto all’immigrazione.

E non siamo certo soli, a Bologna:  in almeno altre 280 città italiane stanno facendo la stessa cosa.

Tra queste Firenze, Modena, Torino Milano, Cagliari, Palermo, Trieste. Ma ciò che colpisce scorrendo l’elenco dei luoghi che hanno aderito all’iniziativa, è la presenza imponente di centri “minori” come popolazione, da Saronno a Vibo Valentia, da Guastalla a Senigallia, solo per citarne alcuni, che testimoniano la capillarità di questo bisogno  dei cittadini di farsi sentire e vedere, e la potenzialità di questa forza di opinione.

Ora vi racconto un po’ di questo pomeriggio bolognese.

Non ci sono bandiere o striscioni di partiti politici, vedo solo uno striscione degli studenti, uno di Emergency, bandiere dell’Anpi. Ma soprattutto vedo tanta gente, gente normale, italiani e stranieri.

E  sento tanti interventi. E’ davvero strano sentire quanti interventi si susseguono, incuranti del freddo. Interventi brevi, concisi, che rappresentano facce diverse di un fronte che dovrebbe unificarsi .

Quando arrivo sta parlando una giovane donna straniera : ringrazia commossa i partecipanti.

Poi sento  una rappresentante delle famiglie che hanno scelto di aderire al progetto che prevede di accogliere in casa per un anno un minore non accompagnato al compimento del 18° anno.

Il loro coraggioso slogan è “se volete espellere uno di questi ragazzi, espellete anche noi”

Ha parlato con orgoglio una donna impegnata nel Centro Accoglienza di Bologna della Cgil; un rappresentante del comitato difesa della costituzione; un rappresentante della Chiesa Valdese Bolognese; diversi studenti, il Sindaco Merola; un rappresentante di Welcome in Europe; operatori impegnati nell’accoglienza e integrazione dei migranti; la rappresentante dell’ANPI che ha invitato ad intonare Bella Ciao https://video.repubblica.it/edizione/bologna/bologna-in-mille-a-intonare-bella-ciao-contro-i-porti-chiusi-e-il-decreto-salvini/326058/326674?ref=nrct-3 ;una giovane docente universitaria…

Alla fine la grande catena umana, che ha riempito Piazza Maggiore e Piazza Nettuno, ci fa finalmente rendere conto di quanti siamo e ciò scalda un pochino il cuore. Valeva la pena!

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