Traffico urbano: un nuovo Piano per Bologna (III°)

Concludiamo l’intervista al con il Consigliere Pierluigi Giacomoni sul prossimo Piano Generale del Traffico Urbano di Bologna.

RIDUZIONE DELL’INQUINAMENTO

Attraverso quali strumenti si intende perseguire l’obiettivo di riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico?

«Il Piano metropolitano relativo alla mobilità sostenibile (PUMS) e il piano generale del traffico urbano (PGTU) si occupano, tra l’altro, sia della riduzione dell’inquinamento fonico che di quello dell’aria.

Occorre tener conto, lo dico da non-tecnico, ma anche da prof. di geografia, che noi viviamo in un’area del Paese con tre caratteristiche che determinano il clima e la mobilità dell’aria:

1. Bologna è situata nella Valle Padana, l’area più industrializzata e più densamente abitata del nostro paese, al punto che vien definita da molti geografi un’unica grande conurbazione che comprende Torino, Milano, Genova… e i numerosi centri minori;

2. La Valle Padana è un enorme catino all’interno del quale, soprattutto nei periodi d’alta pressione, non c’è ricambio d’aria ed il clima è di tipo continentale: estati caldissime ed inverni freddi. Il mutamento d’aria avviene solo quando delle correnti provenienti dall’Est Europa riescono a giungere da noi, passando attraverso l’Adriatico scacciando via le sostanze inquinanti.

I mutamenti climatici in atto non hanno fatto altro che accentuare questi fenomeni con estati sempre più bollenti ed afose e di lunga durata (da maggio a ottobre).

3. Bologna è un nodo di traffico fondamentale per il nostro Paese: tutte le principali autostrade, per non parlar delle linee ferroviarie, confluiscono sulla nostra città. Questo fa sì che su di noi gravi un traffico nazionale ed internazionale di notevoli dimensioni che condiziona il livello dell’inquinamento fonico e dell’aria.

Da una parte questa è una benedizione perché contribuisce e non poco al buon andamento del nostro tessuto economico, dall’altra è una maledizione perché per quanti sforzi si facciano, il livello di traffico da noi non sarà mai come quello d’una piccola città e ne subiremo sempre le conseguenze.

L’alto livello d’industrializzazione e la notevole circolazione di uomini e mezzi, oltre al benessere individuale, contribuisce ad incrementare i livelli d’inquinamento.

Il PUMS ed il PGTU vogliono incoraggiare la mobilità favorendo l’uso collettivo dell’automobile (car sharing), l’uso dei mezzi pubblici, scoraggiando l’impiego dell’auto privata, favorire l’uso della bicicletta e dei piedi, che tra l’altro hanno un impatto positivo sulla salute ed aiutano a combattere le tipiche malattie del benessere (obesità, diabete, malattie cardiovascolari…).

Per quel che riguarda l’automobile si cercherà di diffondere l’uso delle auto elettriche, anche attraverso l’aumento dei punti di ricarica delle batterie.

Per quanto si riferisce ai mezzi pubblici si sta già procedendo alla sostituzione dei mezzi a motore, alimentati a gasolio, con mezzi alimentati a gas, col filobus ed in futuro col tram, di cui abbiamo già parlato.

Per quanto si riferisce al rumore, filobus e tram sono molto più silenziosi di un normale autobus.»

PIANO PER LA COSTRUZIONE DI DISTRIBUTORI DI CARBURANTI

Ci sono aggiornamenti sulle pompe di benzina sulla San Donato?

«Sull’argomento occorre dire due cose:

1. La legge nazionale prevede che i comuni possano opporsi alla realizzazione di pompe di carburanti solo se vi è un rischio d’impatto ambientale o paesaggistico. all’inizio di questa storia vi erano 21 progetti d’implementazione di pompe di carburanti (benzina, GPL). Il comune ha detto no a 10 e ne sono rimasti in piedi 11, che poi sono stati ridotti a 7. Nei mesi scorsi il consiglio comunale,che in merito ha l’ultima parola, ha adottato un POC (piano operativo comunale) che prevede che entro il 2023 vengan realizzati questi sette impianti, di cui 4 nel nostro territorio. Se entro quella data non sarà fatto nulla, il POC approvato decadrà perché la sua validità è di cinque anni.»

Intervista a cura di Susi Realti
Foto di Lino Bertone