Case ACER: progetti per migliorare la vivibilità di chi ci abita

 

Il Pilastro e le case pubbliche: mentre è forte l’emozione per l’omicidio di via Frati, ci siamo interrogati se esistono strumenti che possano aiutare a migliorare la vivibilità delle persone oneste che ci vivono.
All’inizio dell’estate si svolse un incontro con la cittadinanza organizzato ACER e Comune di Bologna ( di cui parliamo in altro articolo ).
Fu l’occasione per una chiacchierata con il Presidente di Quartiere Simone Borsari che, lontano da ipotizzare episodi di tanta gravità, sottolineava quanto sia importante favorire una buona vivibilità e coesione sociale, unici strumenti veri per isolare i violenti e i delinquenti.

Simone Borsari ci ha raccontato di un Quartiere impegnato a 360 gradi, con interventi diversificati su molti livelli ma coerenti nell’ obiettivo finale, quello di favorire l’integrazione, la coesione sociale e il mix sociale.
Il Quartiere San Donato-San Vitale ha il maggior numero di case popolari a Bologna, e l’esperienza ha ormai dimostrato ampiamente come il concentrare fasce sociali deboli e problematiche crei delle situazioni ghettizzanti; difficili da vivere per queste fasce sociali e mal tollerate .

La priorità assoluta diventa quindi evitare di concentrare situazioni critiche negli stessi comparti, e quindi va prestata la massima attenzione nella assegnazione degli alloggi:
Come esempio virtuoso di tale politica, Borsari cita l’esperienza di via Gandusio, che era il comparto più difficile della città: contestualmente all’ insediamento dei nuovi inquilini, si svolge un servizio di “accompagnamento sociale”, al fine di promuovere la conoscenza reciproca, il rispetto delle regole e l’orientamento ai servizi del territorio, nell’intento di creare una comunità solidale e attiva, in grado di convivere, dialogare e includere.

Anche nel comparto di edilizia pubblica di Piazza dei Colori si sta ponendo molta attenzione e si sta investendo nell’ introduzione di nuovi servizi per la popolazione, occupando spazi che prima erano sfitti e creando opportunità in grado di migliorare la qualità della vita e delle relazioni sociali.
Un esempio è lo spazio di “portierato sociale”, gestito da AMISS in collaborazione con il Sindacato Pensionati SPI e il SUNIA  sindacato degli inquilini, dove si svolgono servizi di mediazione sociale e patronato.
Un altro esempio è il nuovo spazio dei “promotori di salute di comunità”, gestito in collaborazione con i Servizi sociali e l’Azienda USL, dove tre assistenti sociali forniscono informazioni ai cittadini, li mettono in contatto con i servizi del territorio e lavorano sulla “presa in carico comunitaria” delle situazioni di fragilità. Inoltre sono stati assegnati a vari enti ed associazioni altri spazi sotto i portici di questa piazza, nel tentativo di renderla più vitale e frequentata.

Poiché non si può parlare di edilizia pubblica senza al contempo affrontare il tema della promozione della coesione sociale, Borsari ha illustrato anche alcuni dei progetti del Quartiere che hanno l’obbiettivo di garantire le opportunità qualificate alle persone.
Ad esempio, il progetto “Sport Sociale”, consistente nell’ erogazione di contributi alle società sportive che accolgono i ragazzi provenienti da famiglie in condizione di disagio.

Sul versante della socializzazione di anziani fragili, il Quartiere investe ogni anno molte risorse su due progetti “Non perdiamoci di vista” e “Estate in città” entrambi dedicati alle persone anziane ,per aiutarli a risolvere i loro problemi quotidiani e a stare insieme combattendo la solitudine, grave problema di molti di loro. Nel 2011, la Commissaria Cancellieri aveva cancellato completamente gli stanziamenti per questi progetti, e il Quartiere ha compiuto la scelta politica di aumentare di anno in anno gli investimenti, portando in 8 anni lo stanziamento da zero a 50.000 euro.

Una particolare attenzione va prestata anche al tema della sicurezza. Spesso nei comparti di edilizia residenziale pubblica si celano situazioni di illegalità, è fondamentale che i cittadini segnalino i problemi. Una volta ricevuta la segnalazione, il Quartiere si mette subito in contatto con Acer e con le Forze dell’ordine e, ovviamente senza coinvolgimento per chi segnala, partono indagini che portano spesso a punire chi si rende responsabile di reati.

Anche sui temi della lotta al degrado c’è molta attenzione, e la task force antidegrado si riunisce ogni settimana sia a livello cittadino sia a livello di Quartiere, prendendo in carico tutte le segnalazioni dei cittadini per assicurare una maggiore vivibilità degli spazi pubblici.

Infine Borsari descrive la prossima modificazione organizzativa degli attuali Centri Sociali, che diventeranno “Case di Quartiere”, ossia luoghi dove si svolgerà una pluralità di servizi ed attività, con l’ obiettivo accogliere tutte le generazioni mediante servizi e attività in grado di coinvolgere una fascia di popolazione più ampia di quella attuale. Le Case di Quartiere saranno dei veri e propri punti di riferimento per il welfare di comunità.
Annuncia anche il futuro utilizzo come “Casa di Quartiere” dello stabile sito in via del Pilastro all’ interno del Parco Arboreto.

testo di Ingrid Negroni