Il Pilastro “si aggancia” alla scuola

Nuovi spazi per le attivita’ di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, dei S.A.S Servizi di Aggancio Scolastico per i nostri adolescenti.

Alcune settimane fa in Consiglio di Quartiere è stato approvata la “ PROCEDURA DI ASSEGNAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCESSIONE DEI LOCALI SITI IN BOLOGNA VIA PANZINI N 1/C.I.E.”

I locali sono nella sede dell’Associazione Centro Volontariato Sociale, onlus che opera da oltre 30 anni al Pilastro, impegnata in un attività socio formativa diretta a contrastare il disagio ed il rischio di esclusione che minacciano molti giovani in difficoltà con la propria famiglia e la società in collaborazione con Enti Pubblici vedi Ministero della Giustizia Comune di Bologna e scuole medie Saffi, per laboratori didattici di piccola falegnameria e liuteria.

Sono questi gli spazi che il servizio Educativo Scolastico Territoriale del nostro quartiere utilizzerà per attività di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica.

Le attività saranno realizzate dai S.A.S Servizi di Aggancio Scolastico e rivolte ai ragazzi iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado, prioritariamente residenti e non, attraverso laboratori didattici di piccola falegnameria e liuteria e tanto altro rivolti ad adolescenti e giovani adulti, ad accesso libero e gratuito.

Abbiamo chiesto un approfondimento ad Adriana Locascio, Coordinatrice della Commissione Scuola, politiche educative del Quartiere S.Donato-S.Vitale,  raccontandoci di cosa si tratta.

Da dove si è partiti?

Da una sinergia di Istituzioni del territorio che ha costruito, nel tempo, un sistema integrato per affrontare la dispersione scolastica e formativa.

Gli attori sono molteplici – Quartieri, Città Metropolitana di Bologna (Servizio Scuola e Formazione e Servizio Politiche Sociali), Comune di Bologna, Distretti, Azienda USL Bologna, Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna, Istituti Scolastici, Centri di formazione Professionale del sistema Istruzione e Formazione Professionale – e devono affrontare un dato allarmante.   Si stima, infatti, che tra un anno scolastico e il successivo, nel nostro territorio metropolitano, fuoriescano da tutti i canali scolastico-formativi più di 800 giovani tra i 14 e 17 anni.

Poi ci sono le caratteristiche del bacino di utenza.  Il territorio del Pilastro soffre di segregazione spaziale, per dirla con i termini usati dall’OCSE. In quanto periferia l’azione pubblica deve essere mirata e prevedere politiche volte a colmare le disuguaglianze urbane, per prevenire la formazione (o l’acutizzazione) dei problemi sociali.

 Cosa si è fatto?

Il nostro Quartiere – San Donato San Vitale – ha una collaborazione di lungo termine con l’Associazione Centro Volontariato Sociale o.n.l.u.s (C.V.S.) che ha in gestione i locali di Via Panzini, 1/C, proprio per “la realizzazione di azioni complementari e funzionali ai servizi educativo-scolastici e sociali del Comune rivolti ad adolescenti, giovani e adulti in condizioni di disagio” (determinazione dirigenziale del Quartiere San Donato-San Vitale, P.G. n.54288/2017).

A settembre 2019 la C.V.S. ha dato disdetta della precedente convenzione, chiedendo di poter proseguire con alcune delle attività previste dalla convenzione stessa.  Questa rimodulazione ha incontrato la necessità dei nostri Servizi Educativo Scolastici Territoriali, impegnati a contrastare le situazioni dei ragazzi a rischio perché fuoriusciti dai percorsi di studio.

Un problema, la dispersione scolastica e i rischi connessi, non inedito. Cosa cambia in questo caso?  Ci sono nuove risposte per un problema vecchio?

Il nuovo approccio riguarda specialmente due aspetti: le risorse da mettere in campo e la condivisione del lessico.
La possibilità di accedere a finanziamenti, anche europei, in maniera mirata ed efficace è garantita dalla continuità delle azioni nei luoghi di confronto.  Sono quindi i territori che diventano la sede permanente per le azioni di coprogettazione.
Ma la vera innovazione consiste nell’adozione di un nuovo vocabolario, inteso come sistema nozioni e azioni a sostegno della progettazione partecipata.
L’acronimo S.A.S. – Servizio di Aggancio Scolastico – usato per definire il progetto destinato ai locali di Via Panzini, 1/C, è di immediato significato. Ma non solo.  Si basa sulla condivisione interistituzionale di nuclei fondanti definiti.  Ad esempio la ‘cornice istituzionale’ è l’impalcatura che deve accompagnare e legittimare le azioni. Quando si legge ‘interistituzionale’, si intende che le prassi sono consolidate.
Per ritornare alla domanda, con ‘innovazione e sperimentazione’ si indica la necessità di trovare nuove risposte.

 A chi è rivolto il Servizio di Aggancio Scolastico di Via Panzini, 1/C?

A ragazze e ragazzi iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado, tra i 12 e i 16 anni, che non frequentano la scuola o a rischio di dispersione, con precedenza per i residenti nel Quartiere San Donato – San Vitale, ma anche provenienti dal bacino cittadino.

 Cosa propone?

Viene stipulato un patto formativo con la persona presa in carico. Le attività sono svolte in uno spazio esterno alla scuola, ma sono considerate come orario scolastico.
Deve essere considerato un ‘momento di pausa’ in un clima favorevole per recuperare una certa solidità e autostima personale che consenta di fronteggiare gli insuccessi ripetuti, scolastici e personali (misure di prevenzione, secondo la raccomandazione del Consiglio Europeo del 28/01/2011 (2011/C 191/01).
Il servizio mira, inoltre, a fornire risposte adeguate ai bisogni di orientamento delle seconde generazioni, cioè dei ragazzi con origine migrante e si prefigge di promuovere campagne formative/informative su temi specifici, come la promozione della cultura tecnica e incontri con il mondo produttivo, la partecipazione alla cittadinanza attiva, facilitando anche la transizione studio-lavoro (misure di compensazione, raccomandazione del Consiglio Europeo del 28/01/2011 (2011/C 191/01).

 Quali attività? Perchè?

Le attività puntano su una risorsa già presente, la voglia di protagonismo e la creatività dei giovani. Quindi teatro, scrittura creativa, laboratori esperienziali, falegnameria, assemblaggio pc, fumetto.
Ma è anche previsto il bilancio di competenze e l’orientamento.

 Quali sono i punti di forza?

Poter dare continuità e attuazione al Piano Strategico Metropolitano, di cui si riporta un passaggio: “costruire una società solidale, che è una risorsa importante anche per il sistema produttivo, contrastando le difficoltà che determinano il fallimento formativo precoce e la dispersione scolastica di tanti giovani e valorizzando appieno le capacità di tutti”.
In ogni caso, senza il lavoro appassionato, costante, instancabile e che non conosce limiti di orario della Dottoressa Paola Marchetti – Direttrice dei Servizi Educativi e Scolastici del Quartiere – e senza il raccordo tra Istituzioni e territorio del Presidente Simone Borsari, tutto quello che ho descritto non avrebbe potuto essere realizzato, comunque non in queste modalità.
Il Pilastro è un luogo che fa scuola, che promuove innovazione e partecipazione informata. La presenza del vostro blog ne è la prova.

A cura di Susi Realti