Nuove piste ciclabili. Così non va’!

 

Da anni utilizzo la bicicletta per i miei spostamenti primari, come l’andare al lavoro. Ho visto aumentare le piste ciclabili e il loro utilizzo da parte dei ciclisti.
Finalmente siamo in tanti a scegliere questo mezzo di trasporto, Come dimostra il contabici sulla via San Donato che fin ora è scattato più di 100.000 volte: in tanti siamo passati sulla ciclabile sul marciapiedi che, pur con i suoi difetti, in quel tratto garantisce sicurezza e persino i bambini la possono usare.
Ma non sempre è così. Con spirito di chi vuole aiutare a trovare miglioramenti, racconto la mia esperienza del sottopasso di via Larga, sotto lo scalo merci San Donato.
E’ un passaggio importante nel collegamento tra le Roveri-zona San Vitale e il Pilastro-zona San Donato. E’ un punto critico: il ciclista anche esperto e pratico della zona non può, come spesso fa, cercare itinerari alternativi meno trafficati: di lì, ad ora, bisogna passare.


Quando abbiamo visto la cantieristica in quel punto abbiamo sperato ma ahimè, forte è stata la nostra delusione allo smantellamento dei cantieri.
La segnaletica orizzontale nuova c’è ma purtroppo non ci siamo! Non basta tracciare una striscia gialla sotto un sottopassaggio per aumentare la sicurezza dei ciclisti e rendere di fatto meno rischioso un certo itinerario. Ancora peggio, se così si può dire, l’icona della bicicletta disegnata a terra a sinistra rispetto al parcheggio auto, praticamente in mezzo alla carreggiata. Di fatto i ciclisti circolanti già passavano in quel luogo, ma questa non è una ciclabile. Senza contare il serio problema dell’automobilista che parcheggia e apre lo sportello proprio in mezzo alla pista ciclabile: situazione tutt’altro che occasionale!
Chiunque usi la bicicletta conosce la differenza in termini di sicurezza che fa tra il circolare su una normale carreggiata e il circolare su una pista ciclabile. E chiunque si interessi di viabilità urbana sa bene, dati alla mano, che uno dei principali motivi del non uso di bicicletta per molti è anche la insicurezza di circolare su strade trafficate (gli altri motivi sono, a titolo di cronaca, i problemi meteorologici e il timore di furto)
Ben vengano dunque le piste ciclabili, soprattutto in zone sguarnite e difficili come i sottopassi indicati.


Intendiamoci bene: tutta la mia comprensione per i responsabili della viabilità urbana; tutta la consapevolezza nel capire le difficoltà di creare “spazi nuovi” per le ciclabili in un sistema viario già ingombro e saturo per cui senza ristrutturazioni (non sempre possibili) non si possono creare ciclabili.
In questi casi però sarebbe più coerente non farle, piuttosto che fare delle piste altrettanto insicure rispetto alla viabilità normale.
Le piste ciclabili sono sempre più utili: per molti la bicicletta non è solo una scelta ma è l’unico mezzo che si possono permettere .
Proprio per questo è indispensabile trovare anche modi nuovi per garantire piste sicure e di qualità perché in tante città, anche vicine, si può trovare di meglio soprattutto nelle periferie.

testo di Ingrid Negroni