Fake e OPEN rendono giustizia al Pilastro: smascherato il finto servizio TV

La pubblicazione dei dati sulle denunce della Polizia di Stato nel corso della trasmissione di  “Fake La fabbrica delle notizie”, oltre alla demistificazione del video di Fuori dal coro che l’articolo di OPEN ha riproposto in rete, ha suscitato moltissimo interesse e abbiamo raggiunto il massimo di contatti della pagina Facebook. Grazie a tutte e a tutti.

Nella chat di Redazione abbiamo discusso sul titolo: abbiamo sempre avuto lo stile di evitare gli acchiappatitoli che, pur di far leggere un post, strillano la notizia o la distorcono per suscitare emozioni forti. Al di là del contenuto del testo dell’articolo di OPEN, e in polemica diretta con Fuori dal coro che presentava il Pilastro come periferia degradata  utilizzando come prova dimostrativa un video girato però, in altri luoghi di Bologna, abbiamo ribaltato l’accusa sperando di distruggere il pregiudizio.

Titolare: “La rete rende giustizia al Pilastro: non c’è degrado” non rende il nostro pensiero.
Pilastro è una periferia con un’architettura che ad alcuni piace e ad altri no, separato dal resto della città da due barriere come la tangenziale e lo scalo merci, che “non è visto e non vede”, con un’alta dotazione di verde e di servizi qualificati, frutto delle lotte e dell’impegno di persone, Associazioni ed Istituzioni.
Pilastro ha un tasso di problematiche sociali medio alto, data la concentrazione di case pubbliche e in esse di persone fragili, ci sono parchi ed angoli di rigogliosa bellezza, ma anche tante segnalazioni di degrado e spaccio non recepite o non risolte, con testimonianze e pratiche quotidiane di impegno di volontariato e di cittadinanza attiva nella Scuola, nelle Associazioni, nella comunità parrocchiale e islamica, nelle cooperative sociali per garantire a tutti e tutte pari accessibilità, inclusione e opportunità. Non è un ghetto, non è “preda di spacciatori tunisini”, di questo siamo orgogliosamente certi. Continueremo a cercare di raccontarvi la bellezza e le criticità e ci farà piacere se ci aiuterete. (pilastrobologna.it@gmail.com)

Riportiamo il testo di Paolo Fuente:

Il 29 gennaio 2020 Matteo Salvini condivide sulla sua pagina Facebook uno spezzone della puntata di Fuori dal Coro, in onda su Rete 4 e condotto dal giornalista Mario Giordano, in cui verrebbero mostrate delle riprese fatte presso il quartiere Pilastro di Bologna, quello della citofonata alla famiglia italo-tunisina, per dimostrare i problemi di spaccio contestati durante le elezioni regionali in Emilia Romagna.
Il servizio parte con le dichiarazioni Anna Rita Biagini, la signora che aveva accompagnato l’ex ministro dell’Interno e definita «mamma anti spaccio», dove parla del quartiere di Pilastro di Bologna e dello spaccio nella piazza dove la stavano intervistando. A prova di quanto raccontato dalla signora il servizio continua con delle riprese accompagnate dal seguente commento: «Noi abbiamo fatto un giro e in effetti lo spaccio è all’ordine del giorno».

La scalinata e lo spaccio vicino al lampione
«Qui vedete uno scambio di droga in piena regola» affermano nel servizio, ma la scena non riguarda affatto il quartiere Pilastro di Bologna.
La scalinata presente nel video non si trova a Pilastro, si tratta della Scala della Montagnola (circa 14 minuti d’auto dal quartiere) come possiamo osservare con una fotografia pubblicata su Tripadvisor………

Il portico dello spaccio
«Trovarla [la droga, n.d.r.] è veramente semplice» prosegue il servizio mostrando delle riprese in un portico che però non risulta far parte dell’architettura del quartiere Pilastro di Bologna. Si tratta, infatti, di via Giuseppe Petroni all’altezza del numero civico 6…….

I dati del Viminale
Durante la puntata del 26 febbraio 2020 della trasmissione Fake – La Fabbrica delle Notizie, in onda su canale NOVE, sono stati mostrati i dati relativi ai reati contestati nel 2019 a Bologna confrontati con quelli relativi al quartiere Pilastro, dati ottenuti dalla redazione direttamente dal Viminale. Su 19.519 reati in tutta la città abbiamo 210 contestati nel quartiere, mentre su un totale di 525 cittadini legati agli stupefacenti sono 9 quelli relativi a Pilastro.

«Onore a Mario Giordano per aver svelato i veri problemi del quartiere Pilastro di Bologna», scrive nel suo post Facebook Matteo Salvini, ma le immagini mostrate nel servizio vengono erroneamente associate al quartiere di Pilastro e i dati del Viminale, di cui era ministro, mostrano un quadro più chiaro della realtà. Per questo motivo, i residenti, si sono lamentati del trattamento subito dai media durante e dopo la campagna elettorale.

La falsa aggressione a una 15enne
L’attenzione rivolta verso il quartiere di Pilastro durante le elezioni era iniziata a seguito di un fatto di cronaca che riguardava una ragazzina di 15 anni che sarebbe stata aggredita e derubata da uno straniero in quella zona di Bologna. La candidata alla presidenza per la Lega, Lucia Borgonzoni, aveva condiviso un articolo de Il Resto del Carlino per parlare della vicenda.

A seguito delle indagini delle forze dell’ordine, si è scoperto che si era trattata di una messinscena architettata dalla ragazza 15enne e un suo amico di origine russa. I due sono stati denunciati per procurato allarme e simulazione di reato.