Cosa si rischia ad uscire di casa?

 

Decreto modificato

L’8 marzo 2020 sarà ricordato come il triste giorno in cui con un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Governo Italiano ha varato le misure di sicurezza che in questi giorni stiamo attuando nella speranza di porre argine all’avanzata del contagio da Corona Virus. Si tratta di disposizioni molto severe che hanno stravolto la nostra vita quotidiana, ma sono la medicina amara che ci tocca mandare giù se vogliamo riprendere in tempi brevi un’esistenza normale.

L’importanza di queste misure si comprende anche dalla gravità dei reati che possono esserci contestati se non osserveremo scrupolosamente le disposizioni che sono state emanate per tutto il territorio nazionale.

Ma come dobbiamo comportarci, in concreto, se usciamo di casa e veniamo fermati da una pattuglia della Polizia o da un posto di blocco? Per approfondire alcuni aspetti giuridici di questa situazione, abbiamo girato la domanda al Centro Consumatori Italia dell’Emilia Romagna, l’articolazione territoriale dell’omonima associazione dei consumatori, che ha sede proprio qui al Pilastro presso il Circolo la Fattoria.

Redazione: Cosa si rischia ad uscire di casa?

Centro Consumatori:  Fermo restando che IN LINEA GENERALE CI È STATO IMPOSTO A TUTELA DELLA SALUTE DI TUTTI E DELL’ORDINE PUBBILICO, DI EVITARE OGNI SPOSTAMENTO, e quindi di rimanere il più possibile in casa, ipotizziamo di essere fermati per strada (che sia a piedi o in auto) da una pattuglia. Ci verrà richiesto di esibire il modulo di autocertificazione (modello reperibile nel sito www.interno.gov.it) col quale dobbiamo motivare la nostra presenza in strada. Essa potrà dirsi giustificata solo se lo spostamento dipende da:- 1. comprovate esigenze lavorative;- 2. situazioni di necessità (approvigionamento alimenti; acquisto farmaci; assistenza a persone sole e non autosufficienti);- 3. motivi di salute.

Al di fuori di questi casi, se usciamo comunque di casa, ci verrà contestata la violazione dell’art. 650 C.P.: “Inosservanza  dei provvedimenti dell’Autorità – che prevede l’arresto fino a 3 mesi  o la contravvenzione fino a 206,00 euro. Attenzione: il termine “contravvenzione” non deve trarre in inganno. Si potrebbe pensare che si tratti di una semplice multa al Codice della Strada, come per es. per un divieto di sosta, pagabile in posta. Invece non è così. è un reato! Di conseguenza, verrà trasmessa alla Procura della Repubblica che iscriverà un processo a carico del presunto responsabile. Egli sarà anche invitato a nominare un difensore di fiducia (in mancanza del quale verrà nominato un difensore d’ufficio). Questi potrà avviare la pratiche necessarie qualora ci si voglia opporre alla sanzione (con strumenti come l’istituto dell’oblazione). In caso di mancata opposizione, infatti, la contravvenzione diventa esecutiva, e quindi riportata nel casellario giudiziale (la c.d. fedina penale, per intenderci). Ma non si può generalizzare, ogni caso  è un caso a sé. Soltanto collaborando con il proprio avvocato penalista si potrà concertare la strategia difensiva più efficace.

Segnaliamo infine che, oltre alla violazione dell’art. 650, uscendo di casa senza una delle tre valide ragioni sopra richiamate, potrebbero esserci contestati anche altri reati. Tanto per citarne alcuni:

se si dichiara il falso nell’autocertificazione verrà contestato: o il reato di “falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri” di cui all’ art. 495 del C.P. che prevede la reclusione da 1 a 6 anni; o il reato di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” di cui all’art. 483 del C.P. che prevede la reclusione fino a 2 anni;

-se il contagiato inconsapevole continua a circolare liberamente violando le norme imposte dal Governo e si infettano, senza volerlo, centinaia di persone, verrà contestato il reato di “epidemia colposa” di cui agli artt. 438 e 452 del C.P. che prevede la reclusione da 1 a 5 anni;

-se il contagiato ha la consapevolezza di aver contratto il Corona-virus e continua a circolare liberamente, violando così la quarantena potrebbe rischiare vari capi di accusa, dalle lesioni personali volontarie aggravate (artt. 582 e 583 del C.P.), al tentato omicidio (artt. 56 e 575 del C.P.) fino all’omicidio volontario (art. 575 del C.P.), o  peggio, all’epidemia volontaria.

Come Centro Consumatori Italia-E.R. la nostra funzione sociale è principalmente quella di informare i cittadini, diffondendo la cultura di comportamenti responsabili e virtuosi, soprattutto in momenti come questo, di grande debolezza e sacrificio.Con consapevolezza e con responsabilità, invitiamo dunque la cittadinanza tutta a non uscire scriteriatamente da casa: per il bene di tutti noi!

testo e foto a cura di Lino Bertone