Tu chiamale se vuoi, emozioni!

 

Sono le 18 di un pomeriggio soleggiato e sto rientrando in bicicletta dopo una lunga giornata di lavoro. Starei fuori chissà quanto

Eccomi in Piazza di Porta Galliera, vicino alla stazione.

Qualche macchina c’è, qualche bus….poca roba.Il parcheggio della stazione è vuoto.

E via, verso via Indipendenza, tutta chiusa.

Chiusi i bar, i negozi, le chiese.

Da una parte è fantastico circolare con nessuno intorno, dall’altra vedere via Indipendenza vuota è dis-orientante, come se uno si trovasse in un centro commerciale chiuso…..

La mia mente ricerca quel certo caffè, quella bancarella, quel negozio e ad ogni “chiuso ” in cui incorre è una irragionevole delusione.

Sono arrivata in piazza Maggiore. Poca gente, pochissima, due fotografi stanno facendo un servizio, 2 volanti della polizia sorvegliano gli accessi…

La Piazza è grandiosa, sembra enorme; vorrei fermarmi ma so che non posso.

Proseguo. Via Rizzoli, le due torri, .Scendo dalla bici  e faccio due passi nelle stradine laterali.

Bologna così vuota è più medioevale che mai, sembra sospesa, fuori dal tempo.

Il sole quasi tramontante disegna strane ombre sui muri creando contrasti di chiaro- scuro affascinanti.

Sento con precisione rumori di casa, radio accese, stoviglie, voci di bambini, un elettrodomestico in uso, chissà un aspirapolvere?

Vedo e sento  particolari e scorci della mia città che non avevo visto mai.

Chi ci  fa caso con la strada piena di altro, gente, auto, vetrine, merci ?

Chi ci fa caso quando dai per scontato un luogo a guardarlo con attenzione e stupore

Mi tornano in mente discorsi sentiti chissà quando e da chissà chi sull’importanza del vuoto per poter vedere meglio; la mente vaga..

Entro in via Zamboni. Siamo a maggio, un periodo “caldo” dell’anno accademico che, suo malgrado, sta proseguendo con altri mezzi.

La strada è veramente un  deserto totale,assoluto. Nessuno.

Non si sente nessun rumore.

Qui sinceramente mi ha fatto quasi paura, un groppo alla gola.

Sono in Piazza Verdi. Nessuno neanche qua Chissà dove saranno gli abituali frequentatori di questa zona, cosa faranno.? Sicuramente anche loro si saranno organizzati,ahimè.

La strada è scura, già in ombra. In fondo Piazza di Porta San Donato è una macchia di sole e luce. La Porta oggi si vede benissimo anche da qui e sembra più vicina.

Mi raggiunge un ragazzo in bicicletta con luna bambina caricata su un seggiolino posteriore .E’ piccola, avrà tre anni o giù di lì.. Mi supera. Va più forte lui con figlia a carico che io con la mia bici elettrica !

La piccola è incuriosita da me e si volta, mi saluta e si mette a ridere.

Il padre la richiama e le dice di stare ferma.

Ovviamente è inutile. Lei si toglie una scarpa e la butta in mezzo alla strada. Mi fermo,  la raccolgo e la consegno al papà. Siamo entrambi con la mascherina.

Quanto di espressione si deve concentrare sugli occhi essendo privati della parte relativa ai sorrisi?

Al semaforo a porta San Donato siamo affiancati, la piccola vuole toccarmi. Che effetto faremo ai bambini con le mascherine?

Li faremo ridere, o faremo loro paura? O non ci fanno neanche caso?

Continueremo per la stessa strada, in una sequenza di affiancamenti, sorpassi

ed incroci.

Quando,in via della Campagna, ci separeremo, la piccola mi saluta animatamente

Testo e foto di Ingrid Negroni