Piano Urbanistico Generale: cosa si dice del Pilastro? 1° tappa

Il Comune di Bologna ha da molti mesi avviato la consultazione per arrivare al Piano Urbanistico Generale. Si applicherà per la prima volta in Emilia Romagna la nuova legge urbanistica regionale.

Si tratta  di un cambiamento sostanziale e di un passaggio tra due diversi modelli di governo del territorio. Infatti la nuova legge prevede che il Piano Urbanistico Generale unifichi in sé i tre strumenti urbanistici che sono oggi in vigore – Piano strutturale comunale, Regolamento urbanistico edilizio e Piani operativi comunali – e li conformi ai nuovi contenuti stabiliti dalla Regione Emilia-Romagna.

Il percorso di dibattito e coinvolgimento della cittadinanza è stato molto modificato dal lockdown e chi vi scrive ha partecipato soltanto ad un dibattito online in cui l’architetta Chiara Manaresi e l’Assessora Orioli hanno illustrato gli obiettivi generali e la ricaduta sul quadrante Nord est che comprende anche il Pilastro.
Non è la prima volta che partecipo a questi dibattiti, ma la novità è certamente molto grande: forse si sarebbe potuto fare uno sforzo ulteriore per rendere più comprensibile l’ipotesi di disegno urbano ipotizzato, cioè le concrete ricadute sulle differenti aree territoriali e quali priorità si vogliono assumere dato che il Piano Urbanistico Generale non avrà scadenza.
Al termine di una ricognizione che cercheremo di fare insieme, ci proponiamo di intervistare l’assessora; per ora cerchiamo di fornire agli interessati materiali utili per comprendere.

Gli obiettivi fissati dalla proposta del Piano Urbanistico Generale sono tre:
1) Resilienza e ambiente: assicurare salute e benessere a chi abita la città oggi e a chi la abiterà domani minimizzando i rischi del cambiamento climatico e sostenendo la transizione energetica e l’economia circolare.
2)  Abitabilità e inclusione: sostenere la crescita demografica offrendo abitazioni e servizi di qualità cui possano accedere famiglie, giovani e studenti.
3)  Attrattività e lavoro: rafforzare le infrastrutture sopra e sottosuolo per sostenere l’innovazione e la crescita economica.

Tali strategie si declinano nel territorio attraverso 24 progetti (“Strategie locali”), che coprono tutta la città e descrivono le prospettive di rigenerazione urbana che si possono conseguire attraverso la riqualificazione di spazi ed edifici pubblici, il miglioramento delle connessioni pedonali e ciclabili, l’incremento del verde e della eco-rete urbana. Le strategie locali sono state disegnate anche riprendendo le informazioni e i bisogni emersi nei Laboratori di quartiere e con il Bilancio partecipativo, e sono il riferimento per valutare l’interesse pubblico delle proposte di accordo che saranno formulate dai privati.

Per condividere ulteriori informazioni e notizie vi segnaliamo la parte di analisi dedicata al Pilastro.
Pur non essendo riusciti a scaricare la mappa e i grafici inseriti alle pag. 386 e seguenti, ecco il pdf dell’indagine facilmente leggibile: Indagine Pilastro in PUG

Nelle prossime puntate vedremo quali scelte vengono ipotizzate per il futuro

Testo di Claudia Boattini
Foto e documenti dal sito del Comune di Bologna PUG