Il ritorno di “Un nostro vicino di casa”

Chi è il tuo vicino? “Che domanda è?”  Direbbe qualcuno. Ebbene, un vicino non sempre ce l’hai vicino. I napoletani mi direbbero, “stai pazziando”? No, é solo un modo per solleticare un pò di curiosità, in queste strane giornate di luglio e presentarvi il personaggio che Sabato 18 luglio, presso Il Circolo La Fattoria al Pilastro, in via Pirandello 6 Bologna,  alle ore 21,00 sarà protagonista  dell’iniziativa Diversità culturale come ricchezza in cui sarà nuovamente proiettato il cortometraggio: Conta fino a sei... di Corso Doc degli studenti del Liceo Laura Bassi.
Nel filmato si intrecciano le vite di persone che sembra inizialmente non abbiano niente in comune ma…non vogliamo anticiparvi nulla per non rovinarvi la sorpresa; vale la pena però spiegare che : “conta fino a sei”, fu detto ad un ragazzo in tempo di guerra, quando un partigiano gli consegnò una bomba a mano dicendogli : “quando stacchi la sicura, conta fino a sei e poi lancia…”

Dopo la proiezione seguirà un dibattito che coinvolgerà sia gli studenti che gli insegnanti che li hanno accompagnati in questo percorso. Per gli interessati, si richiede la prenotazione, vi preghiamo fare riferimento al link sul quale troverete tutte le notizie.

Ma per tornare  a “bomba” (chiedo scusa ma la battuta è scivolata…) Qualcuno ricorderà (spero!) che in ben due occasioni, abbiamo parlato dei nostri vicini di casa. Tutti o quasi, li abbiamo, soprattutto nel nostro rione, fatto di case popolari  “piene di tanta gente”e tutti siamo, “i vicini di casa” di qualcuno, e Youlsa Tangara é uno dei nostri vicini.
Per la verità in questo momento per esigenze di lavoro, si è trasferito in un altra zona di Bologna, ma visto che al cuor non si comanda, e certe cose ti restano dentro, beh,  Youlsa non ha dimenticato “quel filo” che lo lega ancora al Pilastro, dove ha mosso i suoi primi passi da “tutor/educatore” per un gruppo di minori, provenienti da varie parti del mondo. Lo fa ancora ma in un altra sede.
Viene dal Mali, Youlsa, un angolo d’Africa piuttosto bello, racconta lui con una luce negli occhi ; come non capirlo, da naufrago, con un futuro incerto, lui, è potuto rientrare a casa, dopo tanti anni e stavolta in… AEREO! Solo uno che si è dovuto allontanare dalla propria terra nel modo come ha fatto Youlsa, può capirne il significato “vero”, è stato come riscattare quella parte di vita piena di incertezze, di punti interrogativi. E poi “quella forza” che ti viene da dentro, che non tutti hanno purtroppo, quella capacità di lottare, di farsi avanti a piccoli “grandi” passi, Youlsa è così.
Quindi il ritorno a casa dai suoi, e, perchè no! Anche  concretizzare un altro sogno. Mettere su famiglia! Un matrimonio curioso il suo, una via di mezzo tra le usanze  dell’occidente e quelle della sua antica terra. In tradizionale abito di pizzo bianco all’europea la sposa, e lui una via di mezzo, un paio di jeans portati con la disinvoltura di un modello di Armani, con sopra una splendida casacca alla maniera maliana. E gli invitati ? Da quel poco che abbiamo visto dalle foto erano come loro, un misto di tradizione sposata con l’occidente. Decisamente Youlsa ha affrontato anche questa sfida con lo spirito giusto. Insomma la Diversità culturale è una ricchezza che va condivisa!
Personalmente, e credo questo valga per molti,  ogni tanto non posso fare a meno di pensare a quante sfide nella vita ci si  presentano, e se, e quante, ne abbiamo superate o se comunque le abbiamo affrontate;  in ogni caso val la pena di tentare sempre, soprattutto per non aver rimpianti su cosa e come avresti potuto fare, e quella, è già una sfida. In ogni caso Youlsa è tornato in Italia, perché non ha ancora finito con le “sue” sfide. Per verità di cronaca, e per fugare dubbi relativi al Covid, ed eventuale quarantena al seguito, dal Mali, Youlsa è rientrato già da un anno, è praticamente a causa del virus,  che ha dovuto festeggiare il suo primo anniversario di nozze lontano da sua moglie! In ogni caso, lungi dall’abbattersi o dal piangersi addosso, è ritornato al Pilastro per metterci al corrente del suo ultimo Progetto, con cui ha coinvolto una buona parte della comunità Mali di Bologna e provincia, contando naturalmente di allargare il cerchio . Sono tanti i ragazzi provenienti dal Mali, buona parte studenti, molti dei quali con in testa l’idea di studiare in Italia per poi tornare a casa, così da poter essere utili alla propria gente, alla propria terra. Questo è sempre stato il pensiero di Youlsa, da quando circa tre anni fa lo abbiamo incontrato per la prima volta. E’ bello sapere che le persone maturano ma restano se stesse, ferme nei loro ideali. Così ci racconta che nonostante il lock-down, lui non è stato certo fermo, e grazie ai mezzi di comunicazione è riuscito a mettere a fuoco ciò che è sempre stato parte del suo progetto di vita. I ragazzi e i bambini del villaggio da cui proviene, tutti i giorni per poter andare a scuola devono camminare per 7 (sette!) km, e questo che ci sia il sole o la pioggia o qualsiasi cosa possa succedere, compreso il rompersi di una catena della bicicletta di qualche fortunatissimo proprietario, ma che una volta rotta, si vede costretto a rinunciare alla scuola fino a nuova riparazione e non è detto che succeda. Uno dei problemi basilari è far capire ai genitori dei bimbi e dei ragazzi l’importanza della scuola. Questo è il cruccio maggiore per Youlsa; ed ecco il suo progetto: UNA SCUOLA NEL SUO VILLAGGIO. Così i ragazzi non dovrebbero tutti i giorni farsi tutti quei km a piedi, ma soprattutto i genitori finalmente capirebbero l’importanza di una istruzione. Certo il progetto è superbo e nello stesso tempo di una semplicità disarmante, soprattutto per noi qui, a Bologna poi! Centro nevralgico della cultura da secoli! E a questo punto qualcuno dirà per certo : quindi? Quindi sabato 18 luglio prossimo,  Youlsa esporrà il suo progetto, senza tralasciare le difficoltà neanche troppo nascoste, senza tralasciare che non sarà una passeggiata, e che ” Yérédemeton” l’Associazione di cui fa parte, significa letteralmente:  Mutuo Aiuto. Nata 4 (quattro) anni fa e formata da cittadini maliani residenti a Bologna e provincia, l’associazione opera nel settore socio-culturale in collaborazione con altre realtà attive del territorio, e oltre che promuovere la cultura maliana e l’inclusione sociale degli stranieri, ha come obiettivo, l’eliminazione delle barriere tra i diversi popoli favorendo il dialogo interculturale, Diversità Culturale come Ricchezza.

Così è Youlsa, un uomo tenace, che non si arrende, che nuota nelle difficoltà, ma che continua a tenere la testa a pelo d’acqua per respirare. Un Nostro Vicino di Casa, e sentirlo parlare del suo progetto è stato bellissimo, lui poi è generoso, non si risparmia e ti spiega con una carica di entusiasmo che non può che contagiarti. La difficoltà ci sono, lo sa benissimo, la somma da raccogliere è considerevole, lo sa benissimo,  ma lui è fiducioso. Non ci sono date da rispettare, non sarebbe possibile, ci sono però tante iniziative a cui pensare e da programmare, con lui, tramite lui e i suoi maliani, insomma quelli come lui, che in un certo senso hanno già vinto una bella battaglia;  gente che ha deciso che la scuola per i ragazzi del loro villaggio è troppo importante per non darsi la pena di provarci. “Per ora ci accontenteremo delle elementari!” dice nel suo italiano ancora imperfetto ma comprensibilissimo. “Ci accontenteremo delle elementari!” dice lui!  Da non credere, che in un mondo globalizzato come il nostro, sempre alla ricerca di “specializzazioni” in non so quali settori, ci si possa stupire che qualcuno possa “accontentarsi” di UNA SCUOLA ELEMENTARE  da costruire in un lontano villaggio del Mali. Sabato 18 luglio ci sarà la presentazione ufficiale del progetto da cui poi partiranno le varie iniziative di cui sicuramente ci saranno i vari aggiornamenti, che non vediamo l’ora di conoscere.

Auguri Youlsa, con tutto il cuore e un grosso in bocca al lupo per il tuo Progetto, da parte di tutta la redazione del blog del Pilastro.

Per informazioni e prenotazione
Programma:
🕘 Ore 21:00
🎥 Conta fino a sei | Proiezione cortometraggio
Realizzato da alcuni studenti del CORSO DOCUMENTARISTICO CINEMATOGRAFICO Liceo Laura Bassi Bologna.

🕢 ore 21.30 – 21.50 | Dibattito
Interviene:
Tangara Youlsa dell’ass Yérédemeton e un rappresentante dell’associazione Libertà era restare (Protagonisti del Film)
🕗 ore 21.50 – 22.10 | Dibattito
Interviengono:
Diarra Moussa e Koina Alpha: Inclusione dei cittadini maliani in Italia in particolare nella regione Emilia-Romagna.
Soukouna Ousmane: Presentazione dell’associazione Yérédemeton e del progetto scuola in Mali.
🔔🔔🔔 I posti sono limitati a un numero massimo di 120 partecipanti.
L’incontro si svolge all’aperto nell’area verde attrezzata con tavoli e sedute. Prima del dibattito è possibile cenare anche presso il ristorante Porta Pazienza.
🔔🔔🔔 ECCO COME PRENOTARE
È vivamente consigliata la prenotazione sia per il dibattito che per cenare al ristorante telefonando o lasciando un messaggio in segreteria al numero 051 412 8885 con le seguenti informazioni:
– Nome e cognome
– Numero di telefono
– Numero dei posti da prenotare SPECIFICANDO se si è interessati al dibattito e/o per il ristorante.

Testo di Mariella Sanna
Foto di Youlsa Tangara