Senza la verità non c’è futuro

La voglia, quasi il bisogno di Bologna  di continuare a celebrare il 2 agosto è un portento e riesce a superare

lo scorrere degli anni, il caldo agostano e, quest’anno anche le regole antiassembramento imposte dall’emergenza covid: niente corteo in Via Indipendenza, troppo rischioso.

La Piazza Maggiore  di stamane è stata una dimostrazione di tutto questo.

Ordinate e protette dalle mascherine, le persone sono arrivate  puntuali a riempire, per quanto ammesso dalle norme, la piazza per un appuntamento che si può a tutti i livelli definire come un grande rito laico, con una valenza storica.

I cittadini hanno ascoltato con attenzione commossa gli interventi che si sono susseguiti:Paol o Bolognesi, Presidente dell’Associazione Vittime della Strage del 2 agosto; il Sindaco Virginio  Merola e la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Dopo l’intervento di Bolognesi vi è stata una vera e propria standing ovation, ma gli applausi hanno accompagnato anche gl’interventi di un  commosso Merola e della Casellati.

E, bisogna dirlo con fiducia e soddisfazionecivica, di novità quest’anno, ve ne sono state molte e importanti.

La procura di Bologna, grazie alla determinazione di magistrati instancabili, a 40 anni di distanza sta proseguendo nelle indagini. Il processo per la strage sta finalmente portando a galla qualcosa che si avvicina alla Verità. Non solo i nomi degli esecutori, ma anche quello dei mandanti e dei finanziatori.

In ogni processo e’ chiaro a tutti che gli esecutori materiali sono l’ultimo anello di una catena, e che andare avanti nelle indagini è sempre più difficile e rischia di far emergere verità “scomode” per alcuni. E infatti, è incredibile dirlo, anche nel 2019, a 39 anni dalla strage, man mano che si procedeva nella ricerca e nelle scoperte, venivano attuate delle precise politiche di depistaggio, fortunatamente smascherate in modo efficace, finalizzate a  ingarbugliare le indagini.

Bolognesi ci racconta tutto ciò, con precisione di particolari, con nomi e cognomi; esprime  poi ringraziamento alla Procura di Bologna e rivendica, giustamente, una parte di merito per l’incessante azione di sprone per la ricerca della verità compiuta dall’Associazione delle Vittime.

Molto apprezzata la simbolica visita del Presidente Mattarella, che viene calorosamente ringraziato sia da Bolognesi che da Merola. 40 anni fa, l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini arrivò a Bologna poche ore dopo l’accaduto. Le foto lo ritraggono lì , in mezzo ai feriti nel piazzale della stazione, tra il fumo della bomba, il sangue dei feriti e il correre dei soccorritori; qualche giorno dopo poi presenziò ai funerali delle vittime.

Da allora Mattarella è stato il primo Ppresidente della Repubblica a presenziare alla commemorazione del 2 agosto ed a spendere importanti parole di impegno istituzionale.

Anche la Casellati ha dimostrato una precisa volontà di favorire in ogni modo la ricerca della verità, impegno dimostrato dal gesto, tutt’alto che simbolico, di rendere pubblici documenti e fascicoli fino ad ora interdetti.

Perché, ha detto la Presidente del Senato “senza la verità non c’è futuro”.

Non ho le competenze di entrare nel dettaglio delle indagini, né credo sia questo il luogo per farlo.

Mi preme però ricordare che  ogni cittadino potrà documentarsi su questi importanti argomenti e dedicare un po’ del suo tempo ad informarsi; non posso non ricordare che ci sono magistrati e giornalisti che hanno lavorato e lavorano con impegno e professionalità in questa direzione, pagando in prima persona, alcuni anche con la vita, la colpa di essere andati troppo vicino alla scoperta di qualche scomoda verità..

E, come ha detto Merola, arrivare alla verità sui mandanti della strage del 2 agosto, non è solo rendere giustizia ai familiari delle 85 vittime e dei 208 feriti – ripetiamo ancora una volta: 87 morti… 216 feriti… – ma è riscrivere un pezzo sostanziale della storia recente d’italia.

Alle 10.25  il fischio del treno che ogni volta ti fa venire il nodo alla gola;

il minuto di silenzio, in una incredibile piazza Maggiore dove non vola una mosca;

le immagini della stazione di 40 anni fa proiettate sul maxi schermo;

la lettura ad alta voce  dei nomi di tutte le vittime e della loro età: interminabile, infinita;

la deposizione della corona di alloro nella sala d’attesa;

l’intitolazione della stazione di Bologna che da ora si chiamerà 2 AGOSTO;

il concerto di stasera a Piazza Maggiore

e molto, molto altro, affinchè ognuno, Bolognese e non, possa, in questo giorno, partecipare a qualcosa a cui tiene: il 2 agosto.

 

Testo di Ingrid Negroni

Foto di Lino Bertone