Il giardino della memoria per ricordare i pionieri del Pilastro

E’ diventato proprio  bello questo giardino della memoria!
Lo scorso 24 ottobre  nell’Area Verde del Polo educativo Panzini, con la partecipazione di Simone Borsari, Presidente di Quartiere, è stato inaugurato il “Giardino dei pionieri del Pilastro”.
L’ideazione di questo prezioso giardino si deve a Laminarie, che ha selezionato alcune persone che hanno collaborato con le attività di DOM la cupola del Pilastro, da loro gestito da più di un decennio.

Nel novembre 2019 furono piantati 6 alberi diversi in memoria di 6 grandi pionieri del Pilastro:
un melo rosa ricorda Tiziana Sgaravatto;
un albero di kaki ricorda Tommaso Raimondi;
un melograno ricorda Simone Bernasconi
un melo d’inverno ricorda Gina Tassinari
un biricoccolo ricorda Antonio Cardinale;
un  melograno ricorda Gabriele Grandi.

Ad un anno di distanza ci siamo ritrovati, amici parenti cittadini, intorno a questi alberi. Erano un po’ cresciuti, sul melo una timida mela testimoniava la sua vitalità’.
Ogni “pioniere” è stato ricordato da un collega o parente o amico che l’ha conosciuto. E’ stato un evento veramente commovente. Le memorie informali e partecipate avevano una valenza speciale. Sembrava che coloro di cui si parlava fossero lì tra noi con la loro vitalità, nel loro territorio, a pochi passi da dove avevano abitato.
Tommaso Raimondi, un uomo giusto che  impersonava l’impegno, la generosità,  l’allegria e la passione,  per la vita e la politica. è stato ricordato dal giornalista Beppe Ramina.
Gina Tassinari, la staffetta partigiana promotrice di solidarietà ed integrazione; fondatrice e prima presidente del Centro Sociale tutt’ora operante, raccontata da un rappresentante dell’ANPI e dalla nipote.
Antonio Cardinale, uno dei creatori del CVS , insostituibile nella sua capacità di insegnare ai ragazzi l’arte della falegnameria, ricordato da Domenico Spolzino.
Gabriele Grandi, un ventennio dedicato alla vita sociale fino alla geniale ed straordinaria ideazione del canale Teletorre 19 ricordato da Bruna Gambarelli.
Simone Bernasconi, l’educatore che riusciva a rapportarsi ai giovani di questo territorio dove tanto ha lavorato. E’ stato ricordato con le parole scritte dalla collega Sabina Urbinati.

Tiziana Sgaravatto, donna eclettica che instaurava rapporti coi ragazzi del quartiere; tra le tante cose da lei c’è anche il  servizio di volontariato per l’ausilio ai compiti, servizio tutt’ora attivo e che dà grandi risultati, ricordata da Anselmo Alberti.

Ricordare ed onorare la memoria di chi tanto si è impegnata/o in diversi modi per il benessere del territorio del Pilastro è una iniziativa di grandissimo valore simbolico. Se attualmente la vita del Pilastro è di qualità, è anche grazie all’impegno di tanti abitanti che hanno pensato al bene generale.
Per terminare aggiungo alcune considerazioni generali sul valore della memoria riportate dall’articolo dello scorso novembre “Piantare alberi per conservare la memoria”.

“Grande gesto e grande responsabilità quella della memoria dei “grandi e delle grandi “del proprio territorio. Ricordarli non è solo un giusto e doveroso riconoscimento a quanto questi uomini  e donne hanno fatto; è anche, soprattutto, un gesto etico ed utile per i loro nipoti e pronipoti; per chi non li ha conosciuti in vita ma inconsapevolmente beneficia del loro lavoro.
Molte persone si sono impegnate nel tempo nel nostro territorio per rendere più equa, dignitosa e bella la vita degli abitanti; persone “normali”, non famose, che hanno gratuitamente dedicato il loro tempo, le loro impegno, la loro creatività al miglioramento del Pilastro. Chi si è impegnato per far nascere un centro sociale; chi per mantenere uno spazio verde in ordine; chi per supportare i bambini nei compiti; chi per insegnare ai giovani un’attività…
Così parlandone, magari ai giovani potrebbe anche venire in mente che la storia non è solo quella dei grandi eventi scritti nei libri. Che esiste anche “un’altra storia” più ristretta, locale, ma non meno importante e che se c’è quel giardino, quel centro sociale, quel dopo scuola, non è certo dovuto al caso.”

testo di Ingrid Negroni