Nuove restrizioni anti Covid: emozioni contrastanti

Come a marzo? No non è come a marzo. “Avevamo davanti la primavera e combattevamo un nemico tutti insieme, tutti a svolgere il proprio compito per il bene di tutti”.
Adesso abbiamo davanti un’autunno umido e l’inverno: “Sarà lungo questo inverno. Non posso neanche pensare al Natale: noi due soli”.
“Ho paura, ho paura di contrarre questo virus!”. “Applica le tre M (Mani, Mascherine Metro di distanza), mangia sano, stai sereno, fai movimento che migliori il tuo sistema immunitario. Il mio nipotino mi costringe a ridere, anche per sciocchezze o guardando un cartone animato perchè in questi momenti bisogna tenersi su”. “Fidati degli esperti, in fondo l’altra volta siamo stati i più bravi d’Europa e non se lo aspettava nessuno. Se a marzo l’abbiamo sfangata, che non ne sapevamo niente, vuoi che adesso non riusciamo ad arrivare al vaccino o alla cura efficace? Dicono che vedono già la luce in fondo al tunnel!””Ma hai sentito la TV? gente in piazza, gente che se la prende coi medici, sempre più giovani negli ospedali.”

Chi non ha sentito in questi giorni questi discorsi? Non si parla d’altro!
Angoscia, disagio, confusione; la sensazione del “tutti contro tutti”. Tante voci, tante sensibilità, tante situazioni e storie diverse.
“Ascolti la televisione e senti che tutti si lamentano, e alcuni capisci che hanno ragione. Poi parla l’esperto di turno e capisci che ha ragione. Ma dice l’opposto”.

E noi del Blog del Pilastro che facciamo?
“Ma cosa vuoi che facciamo? Cosa mai possiamo fare noi che siamo confusi come tutti?”

Noi raccontiamo quello che vediamo, raccontiamo quello che si fa al Pilastro cercando di vedere cosa è cambiato davvero nei comportamenti di tanti di noi.
Giri nel quartiere e ti accorgi che tutti, anche i ragazzini, hanno la mascherina. Tutti hanno aumentato le distanze e anche le chiacchiere sotto casa, fatte a un metro di distanza e con la mascherina hanno aumentato il volume per riuscire a farsi capire anche da chi non ha più l’udito di una volta.
Sono cambiate intere abitudini: prendere l’autobus per andare dal parrucchiere? meglio trovarlo più vicino a casa, così come tanti servizi e opportunità di relax.  Con il lavoro da casa, tante donne e non solo, usano meno la macchina, e poiché non devi attraversare mezza città per arrivare in ufficio, fai la spesa nei negozi e nei centri commerciali più vicini. Sta cambiando il rapporto fra centro e periferie?

Nelle giornate di sole tantissimi giovani con monopattini elettrici e biciclette sfrecciano nelle piste ciclabili. Sarà il risultato dei finanziamenti pubblici? Sarà che si sta diffondendo maggiore rispetto per l’ambiente e il verde che ci circonda? Sarà che si vuole risparmiare e la benzina costa mentre un po’ di movimento gratis è quello che ci vuole per non ingrassare un’altra volta? Sarà la paura di prendere i mezzi pubblici, additati in questi giorni per essere nelle ore di punta sovraffollati?
Alle riunioni dei vari condomini si è discusso su quali lavori fare per il miglioramento energetico dei palazzi, utilizzando il finanziamento cosidetto del 110%.

Le file davanti alla farmacia crescono ogni giorno. Ce ne è una solo per il CUP. Analisi e visite continuano a funzionare. Sarà anche per fare il test sierologico gratuito? la vaccinazione antinfluenzale?
Pare che le richieste siano tantissime, segno di una nuova consapevolezza per sé e la propria famiglia.

Sono solo  piccoli cambiamenti? Non si sa. Dipenderà da ognuno di noi. Ma è “fortemente consigliato” migliorare ogni giorno un po’!
E su questa domanda vi lasciamo con una poesia di una nostra redattrice, ricordandovi che il Blog del Pilastro continuerà a raccontare e chiediamo anche a voi di raccontarci le vostre storie, SCRIVETECI A  pilastrobologna.it@gmail.com

Non è più il mondo di prima

 

Torniamo ad aprire
armadi di paura
mentre chiudono i negozi,
il buon senso e la cultura.

 

Pure le menti
più razionali
seguono numeri
irrazionali.

 

La rabbia scoppia
nelle strade.

 

Il virus corre in fretta.
ed il visibile e l’invisibile
presto infetta.

 

Con i visi nascosti
dalle mascherine
ci specchiamo
su spente vetrine,
come fiumi in piena
di confusione e incertezze,
invadiamo le piazze vuote
sotto nascoste fattezze.

 

Ci affacciamo
su finestre virtuali
fingendo normalità
in mondi digitali.

 

Sempre più distanti 
da noi stessi e dagli altri,
attendiamo un vaccino
che ci strappi presto
da un incerto destino.

 

Poesia di Chloy Vlamidis