Case in zona Roveri? Risponde la Vicesindaca Orioli.

Il Comune di Bologna ha organizzato alcuni incontri on line per spiegare ai cittadini il nuovo Piano Urbanistico Generale.
Tentativo encomiabile ed apprezzato, anche se come tanti  cittadini, abbiamo avuto difficoltà nel comprendere linguaggi tecnici complessi. 
Ci sono rimasti dubbi e quesiti specifici relativi alla nostro territorio,
per questo abbiamo chiesto l’intervista all’Architetta Valentina Orioli, Vice sindaca del Comune di Bologna.
Valentina Orioli è stata molto disponibile e, cosa veramente preziosa, ha usato un linguaggio comprensibile e chiaro, che ha semplificato molto la comunicazione.

Ecco la nostra telefonata, iniziata in modo cordiale e accogliente di cui l’abbiamo ringraziata:

Redazione:  Quali richieste degli abitanti del Pilastro sono state già recepite nel Piano Urbanistico Generale PUG?
Quali ulteriori richieste sarà, secondo lei, opportuno recepire?

Valentina Orioli:
Su questo non riesco a dare una risposta precisa, perché in questo momento il piano è in quella che tecnicamente si chiama fase delle controdeduzioni. Abbiamo ricevuto circa 180 osservazioni; a cui si aggiungono  contributi sotto forma di  quaderno degli attori che sono soggetti diversi dai singoli cittadini o proprietari, e il terzo grande gruppo sono le delibere dei Consigli di Quartiere che danno il loro parere sul Piano. Tutte queste cose le stiamo esaminando e stiamo puntualmente lavorando su come rispondere una ad una. Per questo non vi posso dire niente fino a quando non lo avremo completato. A quel punto porteremo al Consiglio Comunale il PUG modificato, cioè controdedotto. Speriamo che sia adottato velocemente, ma adesso è ancora un po’ presto.
Però mi sento di dire che le osservazioni fatte, quelle sulla strategia, sul futuro, sulle diverse logiche di sviluppo della città e anche del Pilastro, sono tutte piuttosto condivisibili. Non abbiamo riscontrato delle cose che ci hanno stupito o che siano contrarie a quelle che abbiamo pensato noi. La linea di pensiero è piuttosto coerente.
Poi è più facile che ci siano criticità  in proposte molto concrete, ad esempio da parte  di un cittadino che vuole costruire qualcosa di puntuale in casa sua, ma, come dicevo, in questo momento non ho risposte pronte.

Redazione: Parliamo adesso della zona Roveri e purtroppo, anche dell’area Menarini: due grossi nodi. Noi non abbiamo capito cosa è previsto di farci.

Valentina Orioli:
Diciamo che per noi la zona Roveri è una zona attiva e vitale che va riqualificata ma non necessariamente va sostituita con qualcosa di diverso. Questo piano permette sostanzialmente di lavorare sulle aree con modifiche di cambi d’uso che permettano degli usi sempre più misti e variati. Quello che non è davvero permesso nelle aree produttive è cambi d’uso massicci verso la residenza, perché se si insediano grandi quote di residenza in aree di questo tipo il rischio è di non avere i servizi necessari, avendo un passato fondalmente produttivo e artigianale.

Redazione: Sta dicendo che non si potranno fare condomini o nuove case ACER?

Valentina Orioli:
Assolutamente no! Al Pilastro non si potranno fare! Ci saranno trasformazioni con usi compatibili che saranno prevalentemente legati al produttivo o anche al terziario o anche a uso sociale. Non è prevista una trasformazione ad uso residenziale, stiamo lavorando per rendere la zona più vivibile e favorire la mobilità sostenibile come stiamo facendo con i fondi del Piano Periferie.  ( Fermata SFM Roveri e Corridoio ciclo eco-ortivo via delle Bisce NdR )
L’area Menarini per noi è un’area industriale attiva e non stiamo facendo un ragionamento sulla sua dismissione. Il Pug inserisce qualche regola che mette dei paletti, che impone un confronto con il Comune, qualora la proprietà decidesse di dismettere.

Redazione: Ma i cittadini verrebbero informati se qui o alle Roveri deciderete di fare una cosa piuttosto che un’altra?

Valentina Orioli:
Allora…qui bisogna essere chiari: il piano urbanistico individua delle possibilità; le possibilità  sono poi in capo ai proprietari delle aree o degli immobili. Noi scriviamo le regole di quello che è possibile fare, le trasformazioni in un caso come le Roveri dipendono essenzialmente da chi è proprietario dei capannoni. Non siamo noi che decidiamo. Ma siamo comunque sempre impegnati a comunicare con la maggior chiarezza e trasparenza possibile le decisioni sul futuro del territorio.

Redazione: Se ci vogliono fare una discoteca possono farlo?

Valentina Orioli:
Chiaramente non è così immediato. Vengono fatte delle proposte, presentati dei progetti che il Comune valuta anche in termini di  sostenibilità complessiva. Ma non è il piano urbanistico che decide se e quando queste cose succedono. Quello che il Comune realmente  decide sono i progetti su edifici ed aree pubbliche e gli spazi aperti come il Piano Periferie .

Redazione: Quindi è il singolo proprietario che decide cosa farci, i cittadini non c’entrano?

Valentina Orioli:
Supponiamo che il proprietario di una casa a due piani decidesse di trasformarla in una casa di tre piani e il piano urbanistico lo permette, quella persona in quanto proprietaria ha tutti i diritti di farlo.
È chiaro che il piano urbanistico mette delle regole perchè questa trasformazione non sia troppo impattante per gli altri. Il compito della pianificazione urbanistica è di contemperare gli interessi di tutti e salvaguardare l’interesse pubblico.
Voglio sottolineare che la zona del Pilastro e delle Roveri ha già preso la sua strada: le cose che sono state fatte in questi anni sono dipese molto anche dai privati. Vede, la zona Roveri ha una caratteristica che la rende particolare: è stata il frutto di un disegno unitario e questa unitarietà si è mantenuta e c’è un forte dialogo fra gli insediati (proprietari e gestori degli immobili NdR) e il Comune. Esiste un tavolo di lavoro che coordina l’assessore Lombardo a cui partecipo anche io, che mette insieme i proprietari delle Roveri e cerca anche di sviluppare progetti. È una di quelle zone della città dove le trasformazioni che avvengono sono promosse dai privati ma discusse e concordate con l’Amministrazione, molto più e in modo più proficuo che in altre zone della città.

Redazione:i cittadini cercano di essere informati e questo crea un messaggio discordante, sgradevole

Valentina Orioli: E’ giusto quello che lei dice. E’ chiaro che una città che punta molto sulla partecipazione abitua i suoi cittadini ad essere protagonisti  del loro mondo, dello spazio dove  abitano giustamente a quel punto la persona chiede di essere ascoltata sempre. Da questo punto di vista la partecipazione  ha dei pro e dei contro perchè ci sono delle situazioni in cui le trasformazioni non si possono evitare. Ma i pro sono di gran lunga di più, le energie e i punti di vista dei cittadini sono preziosi per l’amministrazione di una città.

Redazione: Come i nuovi distributori di benzina programmati, per esempio?

Valentina Orioli: ci sono ambiti in cui possiamo fare molto ed altri in cui possiamo fare molto meno, vedi appunto la vicenda dei  distributori di benzina, che il Comune ha comunque cercato di regolare attraverso un apposito POC. In alcuni settori le trasformazioni della citta hanno delle loro logiche, un loro iter che non prevede il confronto pubblico o il fatto che ci si possa opporre a certe decisioni. Questo fa un po’ parte di come funzione il mondo. Penso che in prospettiva per chi amministra l’ Urbanistica (ed anche il settore dell’Edilizia privata) sia utile lavorare di più sull’informazione: io credo molto nel coinvolgimento dei cittadini però i cittadini vanno coinvolti spiegandogli bene dove si può arrivare altrimenti si creano delle situazione frustranti perchè ognuno mette il suo tempo in situazioni in cui non è possibile più di tanto avere dei risultati oppure esprimere un punto di vista un po’ diverso.

Redazione: per quanto un amministratore sia responsabile e competente, solo il parere e il giudizio di  chi vive nella zona può comprendere quale impatto avranno alcune scelte …

Valentina Orioli: Sono due punti di vista molto diversi. Un amministratore  ha uno sguardo più complessivo sulla città e sul suo futuro. Il cittadino vive di immediato, di quotidiano e del presente e conosce il suo spazio molto bene però chi amministra ha il dovere di guardare cosa serve alla città.

 

Intervista di Ingrid Negroni
Immagine in evidenza Screenshot da Google Earth