Il blog e la pandemia

Abbiamo sempre scritto.
Cercando di mantenere sempre un tono preoccupato ma non ansiogeno, differenziandoci da quei media e da quegli spazi social che da una parte o dall’altra strillano e urlano mescolando fake a denunce facili.
Abbiamo cercato di informare, garantendo la veridicità delle notizie, linkando i siti istituzionali, cercando quei siti che pubblicavano le prescrizioni e le indicazioni utili nelle varie lingue, per offrire un servizio anche a quella parte di abitanti del Pilastro che fanno fatica a leggerci. Per condividere l’informazione utilizziamo broadcast di WhatsApp in cui persone che operano con stranieri, o migranti alfabetizzati o nuovi italiani, avviano la catena informativa in lingua.

Abbiamo scelto due contenuti guida: il primo è stato ed è la salvaguardia dell’ambiente dalla valanga di mascherine e guanti usa e getta, da disinfettanti e da inquinanti prodotti da mezzi di spostamento individualizzato; il secondo, il sostegno e supporto psicologico delle persone fragili, percependo subito quanti rischi potevano correre disabili psichici e ragazzi o bambini chiusi in case senza stimoli e opportunità adeguate.
Per mesi, mesi e mesi al Pilastro è successo poco, o meglio quasi nessun evento, pochi e su prenotazione e a numero chiuso luoghi e sedi di socializzazione, e per noi che raccontiamo il fare insieme dei pilastrini, è diventato impossibile non adattarci e cambiare.
Abbiamo sollecitato persone e associazioni a usarci per pubblicare e abbiamo adottato la formula Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
A volte ci hanno scritto. Più spesso abbiamo cercato nei social, nelle bacheche delle scuole e dei condomini notizie e piccoli fatti, che valutavamo di interesse più largo.
Non ci era mai successo di avere quasi 6000 letture su un unico post: è stato in occasione del racconto della visita ad un nuovo spazio di benessere nel vicinato conosciuto per caso. Abbiamo registrato tante letture tutte le volte che abbiamo raccontato emozioni e sensibilità spesso lasciate all’intimità delle relazioni, presentandole con la semplicità della chiacchierata fra amici. Resilienza è la nostra parola d’ordine.