Nuove regole per biciclette e monopattini

Riproponiamo l’intervista all’Assessore Claudio Mazzanti per iniziare l’anno con un impegno a cambiare le nostre abitudini di vita: meno auto e più mobilità sostenibile.

Redazione:
Il Decreto Semplificazioni del settembre 2020 ha cambiato alcune norme del  CdS (Codice della Strada) relative alla mobilità ciclabile. Ci spiega le ricadute di queste modifiche sul nostro territorio?”

Mazzanti:
Era molto tempo che tanti sindaci, indipendentemente dalla loro collocazione politica, richiedevano tali modifiche, per poter gestire al meglio la mobilità dolce. Questo Decreto ha dato dignità alla mobilità dolce, stabilendo che il suolo stradale è identico per tutti i veicoli che vengono riconosciuti come tali dal Codice.
Prima le piste ciclabili o erano “strutturate”, cioè  provviste di cordoli e separatori dalla carreggiata, oppure erano ricavate sui marciapiedi. Ora si fanno in ambito di carreggiata stradale.
E’ una conquista importante.

Redazione:
Cosa ci dice dei monopattini?

Mazzanti:
C’è stata una  novità : l’inserimento dei monopattini tra i veicoli riconosciti dal CdS , equiparati alle biciclette. Alcuni comuni si sono dimostrati dubbiosi e perplessi su tale riconoscimento …. Non pronti a questo  mezzo in circolazione.

Un’altra grande conquista innovativa  che c’è nel Decreto è stata quella del riconoscimento delle Aree scolastiche che sono appositi spazi riservati agli studenti, di fronte all’ingresso delle scuole, dove è interdetto il transito e la sosta delle auto, neppure per caricare e scaricare i bambini.

Redazione:
E i genitori che accompagnano i figli a scuola in auto? Come faranno?

Mazzanti :
L’obiettivo è quello di cambiare le abitudini sulla mobilità. Accompagnare a scuola i bambini in auto è diseducativo e fa male alla salute, aumentando i tassi di inquinamento proprio davanti alle scuole. Molto meglio accompagnarli a scuola a piedi. Proprio oggi abbiamo inaugurato il primo “Piedibus”, una modalità di percorso casa- scuola a piedi, collettivo e accompagnato da alcuni genitori a turno.”

Redazione:
Ci può dire della Consulta della Bicicletta?
A chi si può rivolgere il cittadino che abbia delle segnalazioni da fare?

Mazzanti:
La Consulta Comunale della Bicicletta è un’organismo consultivo previsto come referente dal Biciplan con funzioni di sostegno nella definizione degli indirizzi per promuovere l’utilizzo della bicicletta e sostenere politiche attive per la mobilità ciclabile; l’attuale presidente della Consulta è Simona Larghetti.
Eventuali segnalazioni dei cittadini possono essere indirizzate alla Consulta o agli Uffici Comunali.
Da quando sono io assessore ho sempre risposto a tutti, apprezzo molto le sollecitazioni dei cittadini.

Redazione: Quando si potranno installare altre rastrelliere, cosa di cui sentiamo molto il bisogno nel nostro territorio? E per dei punti parcheggio sorvegliati?

Mazzanti :
Posso darvi in anteprima una bella notizia. Da ora finalmente potranno essere installate le nuove rastrelliere nel territorio di Bologna. Finalmente oggi è arrivato il via libera della sovrintendenza, (indispensabile per l’installazione delle rastrelliere nel centro storico NdR). Saranno molto utili ed innovative più comode, più robuste e soprattutto “a prova di pinzoni o flessibili”, per combattere il problema dei furti. Uguali in tutta Bologna.
Inoltre, sempre in tema di sosta bici in sicurezza,  come previsto dal Biciplan, è programmato che prossimamente saranno moltiplicati i luoghi come Dynamo, dove è possibile lasciare la bici in parcheggio custodito.

Redazione:
Poiché il problema degli incidentalità dei ciclisti è reale, andiamo a vedere quali sono gli obblighi dei ciclisti, per la loro e l’altrui sicurezza. Le luci sono obbligatorie, per esempio? e il casco?

Mazzanti :
Le luci sono obbligatorie, certamente. E’ obbligatorio che i ciclisti transitino nelle sedi loro assegnate, non sui marciapiedi e sotto i portici, per esempio. Oppure che i ciclisti rispettino i semafori, come chiunque transiti su una strada.
Il casco è obbligatorio solo per i minorenni. In altre nazioni è obbligatorio per tutti, in Italia l’ obbligo di casco avrebbe ahimè disincentivato l’uso della bici, per cui non è obbligatorio per gli adulti. E’ una grande contraddizione secondo me.
In generale, a parte quella del casco per i minorenni, sono regole presenti da sempre, solo che i ciclisti non ci facevano caso. Ora, con il diffondersi dell’uso della bicicletta anche fra persone meno abituate, sono partite anche le multe.

Redazione: Il codice della strada ha introdotto possibilità per i ciclisti di percorrere i sensi unici in entrambe le direzioni. E’ vero?

Mazzanti :
Sì è vero: il ciclista in certi casi è autorizzato a percorrere il senso unico contromano purchè sia in una “zona 30″(dove la velocità massima è 30 km/orari) e sia stata posta una opportuna segnalatica che avvisi le auto transitanti di questo “contromano”. Per ora a Bologna sono attrezzate Via Guerrazzi, Via 4 novembre e Via Azzogardino ma  a breve saranno segnalati e quindi percorribili altri sensi unici.

Redazione:
Per alcune persone le nuove ciclovie tracciate sulle carreggiate non sono percepite come sicure. La sicurezza è un argomento importante per i ciclisti. Come lei giustamente dice, tutti hanno gli stessi diritti, però i ciclisti sono più a rischio.

Mazzanti :
No, non sono d’accordo.
L’Assessore ci risponde con sicurezza e molta convinzione.
Le piste sui marciapiedi erano un abuso! Per poterle fare è stato necessario declassare il marciapiede, fare degli espropri, insomma un bel problema. Il  Codice della Strada finalmente lo dice con chiarezza: la bici è un mezzo di locomozione; la strada è di tutti; nelle ciclovie la bicicletta ha la priorità assoluta su tutti gli altri mezzi.
E chi guida un’auto o un camion, lo deve sapere e rispettare.
Come chiesto da tutte le associazioni di ciclisti, Consulta della bicicletta compresa, finalmente possiamo tracciare delle ciclabili sulla carreggiata.
Non credo ci sia da preoccuparsi di un aumento di incidentalità su queste ciclovie. Finora non ci sono stati incidenti. Anzi, ve ne erano di più nelle piste protette dai cordoli, perché lì gli automobilisti andavano forte essendo i ciclisti “separati”.

Redazione:
Ma le attuali ciclovie verranno successivamente rese più protette con separatori o simili?

Mazzanti:
Non è che le piste in struttura non si facciano più. Solo che realizzare questa tipologia di piste richiede autorizzazioni, spesso espropri con un allungamento notevole del tempo di realizzazione. Certo, alcune ciclovie verranno più protette, dove possibile.
Vorrei che i cittadini sapessero che nel 2019, a Bologna, la mobilità ciclabile è aumentata del 20%; con le agevolazioni all’acquisto innescate dalla pandemia potrebbe crescere ulteriormente.
Non possiamo rinunciare ad avere piste in strada quando il codice della strada lo consente e il Governo ha stanziato  appositi finanziamenti!

Redazione:
A chi segnalare irregolarità o auto in sosta lungo la ciclabile?

Mazzanti:
Ai Vigili Urbani, chiamando lo 051266626.
In via Saragozza ci sono stati di questi problemi di mancato rispetto delle ciclovie. In 4 giorni sono state fatte 138 multe ed opportune rimozioni. Ora pare che gli automobilisti abbiano capito.

Intervista a cura di Ingrid Negroni