Il Pila-Dozza

Non mi sono sbagliata di vocale:  volevo proprio scrivere così!

Sono stata a Mantova ed ho visitato un quartiere che sembrava la sintesi tra il Pilastro e Dozza Imolese

A inizio novembre 2020 si può ancora circolare per andare fuori regione.
Una gita a Mantova, per goderci delle sue famose bellezze architettoniche, il Palazzo Ducale e il Palazzo Te.

Ma se dobbiamo proprio essere sinceri, siamo venuti anche per vedere il Quartiere Lunetta.
E’ in periferia e arrivarci non sembra difficile difficile. Quello che ci stupisce è che tra il centro storico di Mantova e la periferia c’è un vasto spazio di incolto non edificato, per cui si ha  l’impressione di trovarsi fuori dalla città. Ed invece , quando cominciamo a pensare di aver sbagliato strada, ecco comparire Le lunette.

Grande e popoloso quartiere nato negli anni 60, precisamente nel 63.
Edilizia popolare, popolazione residente appartenente ai ceti più poveri.

Storie note, mi viene da dire….
Infrastrutture progettate ma non realizzate.
Problemi di disagio

Storie note, mi viene ancora da dire….

Parcheggiamo e passeggiamo per le strade del quartiere
L’architettura ci è molto familiare, sembra di essere al Pilastro; c’è anche un edificio molto lungo alto 7 piani, sembra il gemello del virgolone.

E’ una domenica mattina fredda e poi le norme anticovid sono esplicite, niente uscite non giustificate, niente assembramenti.

Per cui di gente in giro se ne vede pochissima. Il che dà un aspetto strano a questi luoghi evidentemente molto popolati

Vediamo le fermate degli autobus, un campo di calcio, le scuole e la biblioteca . Cerchiamo un bar, ma non vediamo i negozi…possibile?

Ci vuole un po’ per accorgerci che i bar e i negozi  sono collocati su un livello più alto rispetto a quello della strada, una specie di terrazza pedonalizzata accessibile dalla strada con scale e rampe di accesso.

E finalmente arriviamo alla vera esclusività di questo quartiere, i suoi giganteschi e coloratissimi murales
Sembra di essere a Dozza Imolese, solo che qua le immagini dipinte sono  molto più grandi e moderne.

Non sono “quadri” dipinti sulle pareti esterne delle case, ma disegni e colori che si integrano con l’architettura dell’edificio, integrandosi coi profili di finestre, balconi, garage.

Ci documentiamo e scopriamo che dal 2015 alle Lunette si tiene il festival: “Without Frontiers. Lunetta a Colori” che ospita artisti di rilievo internazionale chiamati a realizzazione live opere destinate a mettere radici nel territorio e in chi lo abita. Attualmente, a conclusione della v edizione, quella del 2020, sono ben 42 i lavori che ridefiniscono il paesaggio e la socialità del quartiere.

Ci sentiamo incuriositi e ci piacerebbe scambiare quattro chiacchiere con chi abita qua, ma non è possibile attualmente.
Per ora eccovi le immagini che abbiamo scattato

 

 

 

 

 

Testo e foto di Ingrid Negroni