Orti popolari in via Fantoni

Da 6000sardine Bologna riceviamo e volentieri pubblichiamo il racconto di come sono nati gli Orti Popolari Bologna
Chi semina umanità raccoglie comunità.
Era luglio 2020 quando un gruppo di persone decisero di prendersi cura di un pezzo di terra. Un piccolo pezzo di terra, uno spazio verde non utilizzato, un luogo da riqualificare.
Il contesto è quello degli Orti Podere San Ludovico, un complesso di Orti urbani gestiti dal Centro Agroalimentare di Bologna e in concessione a volontari che si prendono cura ognuno del loro orticello.
Ma questo non ci bastava, volevamo qualcosa di più e allora un caldo giorno di luglio, insieme a Duccio Caccioni e Roberto Morgantini abbiamo deciso di trasformare questo progetto in una sfida di solidarietà!
35 orti, 70 volontari e tanta voglia di sporcarsi le mani, il progetto Orti Popolari è questo!
Abbiamo ripulito il terreno, affidato ogni orto a due persone che non si conoscevano, abbiamo messo a disposizione strumenti e piantine, grazie al prezioso contributo di Grameen Italia che ha creduto nel progetto. Così, nella calda estate bolognese, abbiamo iniziato a piantare!
Le regole sono semplici:
1) Rispetta la natura.
2) Rispetta gli altri volontari.
3) Rispetta gli strumenti e gli spazi comuni.
4) Goditi le tue ore immerso nel verde.
5) Porta metà del tuo raccolto a casa, porta l’altra metà alle Cucine Popolari!
È in questo ultimo punto che risiede la bellezza di questo progetto: il volontario coltiva non solo per portare la sua cassetta di verdure a casa ma anche per portare metà del raccolto alle Cucine popolari. Il volontario ortista si sporca le mani per gli altri, per qualcuno che non conosce ma a cui farà arrivare delle verdure fresche e biologiche.
Una volta lanciata l’idea le richieste di partecipazione sono state tantissime, ben sopra le nostre aspettative!
Nel tempo, conoscendoci e condividendo gli spazi, abbiamo formato una piccola comunità che si muove tra cavoli, finocchi e bietole consapevole di dedicare il suo tempo non solo alla cura della natura ma soprattutto alla cura delle persone.
Quello degli Orti popolari è un progetto politico.
La cittadinanza attiva è politica…
Se per politica si intende garantire la propria presenza nelle periferie e rimboccarsi le maniche per gli altri.
Sono le azioni piccole e concrete quelle che definiscono il nostro modo di stare al mondo e ridefiniscono le mappe della percezione presenti nelle nostre menti. La periferia è tale solo se lo è nella nostra mente.
Se a un luogo si consente di vivere, ecco che subito diventa centro. Centro di relazioni, scambi, progettualità e, non da ultimo, di produzione.
Agli orti popolari produciamo ortaggi ma anche solidarietà che si può toccare, annusare e mangiare.
Perché alla fine non importa come la pensiamo.
Alla fine, ogni giorno, è bello trovarsi attorno a un tavolo e offrire agli altri i frutti del proprio lavoro.
Se questa per voi non è politica, vuole solo dire che il cammino perché lo capiate è ancora lungo.
Ma non c’è nulla di cui disperare.   Ci troverete agli orti ad aspettarvi.