Ufficio postale ai tempi della pandemia

Come vi abbiamo più volte raccontato, la redazione del blog pilastrobologna.it gestisce il notiziario all’interno della web TV ampioraggio  per informare sui servizi presenti al Pilastro.
Chi ci ha seguito ha così potuto conoscere orari e funzionamento delle Farmacie, dello Sportello per il lavoro,  del Centro d’ascolto e del doposcuola parrocchiale, del poliambulatorio e di tante altre attività utili.
Poichè qualche settimana fa una nostra lettrice ci aveva scritto lamentando le file all’ufficio postale, abbiamo telefonato per avere informazioni dirette tentando di parlare con il direttore che gentilissimo, ci ha risposto di non essere autorizzato a rilasciare dichiarazioni e interviste, mettendoci in contatto con il responsabile provinciale della Comunicazione che gentilissimo, a fronte della mia gentile sollecitazione, mi ha invitato a formalizzare via mail le richieste. Ho tentato di spiegare che volevamo solo sapere, dato che oltretutto quel giorno nevicava, se era possibile trovare modi più efficaci di prendere gli appuntamenti ed evitare lunghe file fuori dall’ufficio al freddo.

Nei giorni precedenti, con grande pazienza, avevo più volte tentato di prendere appuntamento con la famosa app che poiché consente prenotazioni solo per il giorno stesso e il successivo, è sempre in overbooking. Dopo diverse ore passate fra telefonate, ulteriori tentativi con app, visita al sito, stesura di mail con concetti chiaramente esposti in corretto italiano, mi sono resa conto che stavo solo perdendo tempo anche se ero stata trattata molto gentilmente.

Stavo per ritelefonare, quando è arrivato il comunicato stampa che potete leggere cliccando: CS Misure anticovid uffici postali prov. Bo – la situazione dell’up Bologna 34 al Pilastro.
Chi ci segue sa che, nel notiziario TV lo abbiamo integralmente letto, nonostante la lunghezza e la tipologia di linguaggio, senza alcun commento.

Adesso però ho voluto raccontarvela: mi ero offerta di raccogliere io le informazioni, perchè da moltissimi anni utilizzo solo servizi online. Sono rimasta però senza parole: si teorizza che ci sono ben 4 posti per attendere dentro e che (beati pilastrini!) la tettoia difende dalle intemperie i clienti (paganti e di solito con la tariffa più alta rispetto ad altri, mi risulta!), anche se disobbedienti e  incapaci di utilizzare i numerosi servizi online disponibili (si sarà chiesto come mai sono così poco efficienti?)
Ricordo un tempo in cui il servizio postale pubblico era dovunque ed era il migliore: oggi nel mercato globale i servizi di logistica sono fondamentali e nonostante la pandemia hanno garantito collegamenti e consegne. Possibile che ci siano persone con responsabilità dirigenziali che ritengano normale fare la fila al freddo per avere lo SPID o ritirare una raccomandata?
Possibile che non sappiano che chi come me si è dotato di posta elettronica certificata non può utilizzarla con nessun gestore telefonico? Nè con ACER?
Possibile che dopo anni di CRM ( Customer Relationship Management Gestione della soddisfazione del cliente) alla base di tante campagne pubblicitarie, si pensi ancora di valorizzare “un minimo riparo dalle intemperie”?

Testo di Claudia Boattini
Foto Ingrid Negroni