Il presidente dell’ACER sul recente fatto di violenza

Tra i tanti pensieri che suscita in molte persone  il grave episodio di stupro  c’è una domanda che in tanti si pongono. Se è vero che una violenza in ambito domestico è difficilissima se non impossibile da prevenire, non è che un’elevata concentrazione di persone con difficoltà di vario genere, non solo economiche, favorisca l’accadere di episodi socialmente deprecabili che possono esplodere a questi livelli?
Ci sembra utile- a tale proposito, riportare i commenti di Alessandro Alberani, Presidente di Acer Bologna:
“Il nostro compito è acquisire dagli organi inquirenti tutte le informazioni necessarie per capire che cosa è successo e tutelare in ogni forma i minori coinvolti. Dopo di che procederemo secondo quanto è previsto dalla legge. Il nucleo a cui appartiene il presunto stupratore non potrà più alloggiare nel quartiere per evidenti ragioni di incompatibilità ambientale. Se verrà accertato che il reato è avvenuto all’interno dell’alloggio Acer dove vivono i suoi famigliari potrà essere emesso un provvedimento di decadenza a carico dell’intero nucleo.
Mi preme sottolineare che le famiglie che abitano in zone con un’alta concentrazione di case popolari e problemi sociali come il Pilastro, non vengono lasciate a se stesse: in questi anni Acer ha cercato di creare un mix sociale in grado di far convivere realtà diverse, ma accomunate dal fatto di avere spesso gravi fragilità economiche, sociali e culturali. Abbiamo potenziato l’ufficio Disciplina ed effettuiamo costanti sopralluoghi per monitorare le situazioni a rischio, in collaborazione con i servizi sociali e le forze dell’ordine”.
“Le assegnazioni vengono fatte secondo un meccanismo previsto dalla legge a beneficio di nuclei fragili, non solo dal punto di vista economico, che quindi si trovano necessariamente a dover convivere negli stessi comparti. Due mesi fa abbiamo consegnato al sindaco di Bologna un documento di approfondimento sulle questioni aperte al Pilastro”.Dunque, dice Alberani, Acer sta già facendo molto per questi problemi e applica le assegnazioni seguendo precise normative legislative.
Penso che ci sia da ragionare collettivamente  come comunità su queste normative legislative perchè di sicuro elevate concentrazioni di disagio non favoriscono la normale e serena vita dei condomini  e delle collettività. Con questo, purtroppo le violenze sessuali in contesti domestici sono molto diffuse e avvengono in tutti i contesti, quindi non tutto è controllabile ed evitabile.
Il disagio sociale esiste ed è diffuso e non va certo escluso dalle possibilità e dal diritto di avere un alloggio. Le conseguenze  di lasciare le persone prive di alloggio sono molto gravi, per gli stessi e per la società. Le persone e le famiglie che vivono situazioni di disagio devono essere aiutate, lo prevede la legge.
Bisogna però evitare, sempre per il bene di questi nuclei familiari e della società, di metterli insieme perchè ciò è evidentemente rischioso e controproducente.

testo di Ingrid Negroni