Acer Bologna: come utilizzeremo il Superbonus110%

“La riqualificazione del patrimonio pubblico: una sfida che apre le porte al green new deal europeo
Sono oramai trascorsi molti mesi dal primo annuncio dell’inserimento in manovra del cosiddetto Superbonus 110%. Vediamo di provare a fare un po’ di chiarezza rispetto a questo dibattutissimo strumento di incentivazione fiscale.
Una piccola rivoluzione che vede coinvolti sotto vari profili, sia attori del mercato pubblico, che attori del mercato privato. Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus).
Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:
Condomìni
Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento
Istituti autonomi case popolari (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”
Cooperative di abitazione a proprietà indivisa
Onlus e associazioni di volontariato
Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

Il legislatore ha infatti previsto una molteplicità di soggetti tra cui anche gli ex Istituti Autonomi delle Case Popolari (già IACP), in Emilia Romagna dopo la riforma del 2004, questi soggetti sono per l’appunto le Acer provinciali. Per quanto riguarda l’attuale scadenza della misura, salvo diverse modifiche legislative successive, è necessario specificare che per le Acer la scadenza è prorogata al 30 giugno 2022 e non al 31 dicembre 2021 come per gli altri soggetti potenziali beneficiari.
Ci siamo attivati fin da questa estate, per studiare a fondo questa opportunità, consci da subito che la materia, in modo particolare per noi gestori di patrimoni pubblici di proprietà dei Comuni, avrebbe rappresentato una notevole occasione di rilancio di un settore, quello dell’edilizia pubblica, che più di tutti necessita di una riqualificazione energetica, vista la vetustà del patrimonio. Da subito però, abbiamo registrato, come molti professionisti del settore, la complessità della materia.
Abbiamo avviato una proficua interlocuzione istituzionale coi Comuni nostri proprietari, per iniziare una ricognizione approfondita degli stabili che potrebbero essere oggetto di questa riqualificazione. Ricognizione che prosegue tutt’oggi, essendo per l’appunto di valenza metropolitana e coinvolgendo diverse Amministrazioni su tutto il territorio della Città Metropolitana di Bologna.

Parallelamente stiamo, attraverso l’associazione di categoria nazionale Federcasa, chiedendo una specifica interlocuzione per chiarire alcuni aspetti ancora poco chiari dal punto di vista economico e fiscale, in particolare con l’Agenzia delle entrate, data la natura dei nostri enti gestori emiliano romagnoli che sono enti pubblici economici. La specificità regionale risiede proprio nel fatto che la proprietà degli stabili è dei Comuni (che non sono ovviamente soggetti IVA) e per i quali non vale appunto normativamente la possibilità di usufruire dell’ecobonus, mentre le Acer, soggette a Iva in quanto aziende, non hanno per l’appunto la proprietà degli immobili, ma operano per conto dei Comuni in forza di convenzioni e concessioni.
Ma entriamo nel merito dei lavori che possono essere eseguiti: come specificato dall’Agenzia delle entrate, nel mese di luglio il Superbonus spetta in caso di:

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi di efficientamento energetico
  • installazione di impianti solari fotovoltaici
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici
  • interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Oltre agli interventi trainanti sopra elencati, rientrano nel Superbonus anche le spese per interventi eseguiti insieme ad almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico.

Dalla prima diagnosi sui nostri fabbricati, avviata di concerto coi Comuni, pensiamo che gli interventi che si andranno ad eseguire sui fabbricati pubblici saranno principalmente i cosiddetti cappotti, cioè gli interventi di isolamento termico sugli involucri (intervento trainante) e gli infissi (intervento trainato di efficientamento energetico). Un discorso diverso lo meritano gli impianti di riscaldamento, per i quali le varie amministrazioni pubbliche hanno negli anni fatto diversi investimenti di riqualificazione e che pertanto in questa fase, visto anche le tempistiche, non saranno inseriti nel novero dei lavori da eseguire con il Superbonus 110%. Questo anche per evitare il protrarsi di possibili disagi all’utenza, derivanti dai lavori all’interno degli appartamenti, che già con la sostituzione degli infissi, necessiteranno di una forte collaborazione da parte degli assegnatari di alloggi pubblici.
Il Superbonus 110%, a nostro avviso, rappresenta una decisiva opportunità di riqualificazione energetica, che potrebbe davvero significare il concretizzarsi di questo “green new deal”  (nuovo patto verde europeo tanto declamato. Occorre, ma ci stiamo lavorando col Governo e con l’Associazione di categoria nazionale, chiarire ancora alcuni aspetti dirimenti rispetto alle specificità degli Enti gestori negli stabili a totale proprietà pubblica. Il quadro invece sembra oramai più chiaro per i condomini misti a proprietà pubblica e privata, laddove siano costituiti, mentre ancora restano dubbi interpretativi da sciogliere nei condomini di fatto non costituiti.

Al netto dei chiarimenti normativi, occorre però essere chiari che le tempistiche attuali di esecuzione dei lavori, in un contesto di pandemia sanitaria da Covid-19, che tutti ci auguriamo possa cessare il prossimo anno con l’arrivo di cure e vaccini adeguati, al momento non sono congrui per imbastire la doverosa programmazione pluriennale degli interventi. Auspichiamo che il governo possa davvero inserire, come annunciato, il Superbonus 110% nel Recovery Plan Europeo, garantendo pertanto una copertura degli interventi oltre l’attuale scadenza del 30 giugno 2022. Questo permetterebbe davvero di agganciare l’obiettivo ambizioso di una poderosa riconversione dell’ingente patrimonio pubblico metropolitano bolognese. Lavoreremo affinché questo risultato possa essere raggiunto con l’auspicio che questa misura sia resa stabile nel tempo almeno per un quinquennio.”

Dott. Marco Bertuzzi

Vice Presidente ACER Azienda Casa Emilia Romagna