Nido Ada Negri ai tempi del Covid-19

In questo momento di emergenza sanitaria, l’imperativo è “restate a casa”. I bimbi del Pilastro e coloro i quali lavorano quotidianamente nelle scuole del nostro rione, sono stati tra i primi che hanno vissuto e subito lo stravolgimento delle proprie vite…

Abbiamo raccolto le testimonianze di chi vive quotidianamente il nido comunale Ada Negri per carpire le loro emozioni e riflessioni sul momento che stiamo vivendo:

Tiziana, educatrice: lavoro al nido Ada Negri da dieci anni e in tutto questo tempo, ho avuto il piacere di vivere l’evoluzione di questo splendido rione, prendendomi cura di tutte le famiglie che ho incontrato in questi lunghi anni, con tutte le fragilità del caso. Ho da subito vissuto questo arresto forzato, come qualcosa di doloroso. Nel corso di questo lunghissimo periodo, si sono susseguite situazioni ed emozioni diverse fra loro: nel primo periodo ero molto preoccupata per i miei bambini, il fatto di non poter vederli crescere, mi è pesato tanto. La situazione si è improvvisamente ribaltata: dovendo i bimbi trascorrere molte ore con noi, avevamo il privilegio di vederli compiere i primi passi, di ascoltare le prime parole e di dover raccontare ai genitori, piccoli e grandi progressi quotidiani; ora a distanza di qualche mese, tutti i bimbi hanno iniziato a camminare, a pronunciare le prime parole e il fatto di non esserne testimoni, mi fa stringere il cuore. All’inizio,  il primo pensiero mio e dei colleghi, è stata la paura che i bimbi ci potessero dimenticare, quindi abbiamo fatto tutto ciò che abbiamo ritenuto necessario, per mantenere un contatto con i nostri bimbi: video messaggi, letture di libri, ricordare loro le canzoni che cantavamo al nido… Successivamente, abbiamo vissuto un momento di stasi, in cui abbiamo pensato che avremmo dovuto fare di più, contemporaneamente abbiamo raggiunto la consapevolezza che questo periodo sarebbe durato molto più a lungo e la nostra attenzione si è spostata, quindi, verso i genitori. Li abbiamo coinvolti a partecipare ad incontri online, da semplici luoghi virtuali in cui poter fare quattro chiacchiere, a momenti di approfondimento su temi specifici: i genitori sono molto preoccupati, alcuni sono stanchi, vorrebbero che la vita dei propri figli tornasse alla normalità, ci chiedono quando e come riaprirà il nido. Tutti noi vorremmo tornare alla nostra quotidianità, allo stesso tempo vogliamo preservare la nostra vita e quella delle nostre famiglie. Questa pandemia ci ha trasformato: abbiamo riscoperto il silenzio, il tempo per dedicarci ai nostri pensieri, possiamo vivere i nostri spazi senza fretta, con occhi diversi.
Da febbraio, purtroppo, il Pilastro non l’ho più frequentato, ma dentro di me ho sempre il ricordo di quando andavo a lavorare in bicicletta: a un certo punto la città finisce, iniziano i campi e ti trovi davanti il Pilastro, vedere l’alba che sorge da dietro ai suoi grandi palazzi, lo fa sembrare un luogo molto affascinante e magico.

Angelina, collaboratrice: mi sembra di vivere in un film, vorrei tanto fermarmi e riavvolgere il nastro; vorrei tornare a vivere la vita di prima, riabbracciare e coccolare i miei bimbi del nido… Li abbiamo lasciati nel momento più bello, gli inserimenti erano terminati e i bimbi si erano abituati a noi, avevamo conquistato la loro fiducia, poi tutto si è bruscamente interrotto. Vorrei lanciare un messaggio ai genitori del nostro nido: non perdiate mai la speranza, dobbiamo lottare tutti assieme per far sentire la nostra voce! Noi dell’Ada Negri vogliamo tornare alla vita di tutti i giorni per vivere la spensieratezza e la felicità dei nostri bimbi, ci mancate tutti!

Diana, mamma di Bianca, 3 anni: quando mia figlia vede i video in cui le dade leggono i libri, si emoziona, il suo viso si illumina e quando gioca con le sue bambole e i suoi pupazzi, la sento che imita le sue educatrici.

Testo di Alessianeva Marino