Un Centro d’ascolto aperto a tutti

La Parrocchia di S. Caterina è un punto di riferimento per tutti gli abitanti del Pilastro. Fra le attività gestite dai volontari, sulla porta della canonica in via Casini all’angolo con via Campana campeggia il cartello del Centro di ascolto: MERCOLEDì mattina dalle 9,30 alle 11,30.

Come se fossi un utente, suono il campanello; mi apre una signora gentile che mi invita a sedermi ed attendere che esca la persona che è arrivata in precedenza.

Dopo circa un quarto d’ora, mi ricevono Anselmo, Giuliana e Rossella. E’ già mezzogiorno, non c’è più fila e approfittiamo per fare una chiacchierata a più voci.

Il Centro d’ascolto ha lo scopo di accogliere ed ascoltare in modo attivo coloro che si trovano in difficoltà. Sono una rete cittadina e al Pilastro ha aperto nel maggio scorso, poi ha sospeso nei mesi estivi e ripreso con l’autunno. Riceve tutti coloro che desiderano condividere un proprio problema: relazioni di famiglia ed educazione dei figli, difficoltà economiche e mancanza di lavoro sono le tematiche più frequenti.

Al termine dell’anno scolastico diverse persone hanno evidenziato la difficoltà a garantire il proseguimento degli studi per i figli che avevano adempiuto all’obbligo scolastico, per l’impossibilità di far fronte ad alcune spese. Grazie al finanziamento del Centro Diocesano si sono potuti acquistare libri e abbonamenti all’autobus. Anche per risolvere il raggiungimento del posto di lavoro, sono stati garantiti abbonamenti per un importo totale di ben 1.500 euro.

Altri giovani sono stati affiancati nella predisposizione di modulistica per la ricerca di lavoro o sono stati accompagnati alle strutture che garantiscono il servizio, come in occasione dell’avvio dei corsi di formazione per FICO, alcune persone sono state accompagnate a Mastro Pilastro.

Mentre Anselmo mi racconta, colgo la soddisfazione di avere risolto il problema a quelle persone. Il Centro d’ascolto è il primo sportello di una rete di servizi, che, come sottolineano “non fa nessuna selezione, ascolta e si responsabilizza per trovare chi può dare una mano”.

Qualche giorno fa, in una conferenza stampa molto pubblicizzata, Mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e Virginio Merola, a nome dell’Area Metropolitana di Bologna hanno lanciato il progetto Insieme per il Lavoro che mette a disposizione 14 miliardi di euro in quattro anni per azioni di sostegno all’inserimento lavorativo delle persone fragili, cioè con difficoltà economiche o di salute o di altro tipo. Ho chiesto se ne erano a conoscenza: “Certamente, abbiamo avuto anche alcune esperienze”.

I volontari del Centro d’ascolto hanno avuto molti casi di persone che non riuscivano a trovare lavoro. Al Pilastro c’era da molti anni l’attenzione alle persone disoccupate; in modo informale e per spirito di carità il Parroco è sempre stato punto di riferimento per imprese e famiglie che cercano personale per lavori a scarso livello di professionalizzazione. Adesso, oltre a questo, nei casi in cui si individua una richiesta di affiancamento per l’inserimento nel mondo del lavoro, si accompagna la persona interessata alla struttura designata dal progetto, che in questo caso è l’ufficio Opimm di via Emilia Ponente.
Il Centro d’ascolto non seleziona mai, nè domanda di quale idea religiosa è la persona: ascolta i problemi e se può, cerca di collaborare a risolvere.

Testo di Claudia Boattini
Foto: Archivio web

Parrocchia Santa Caterina