Chiuso per DAD (didattica a distanza)

Venerdì 26 febbraio 2021 è stato l’ultimo giorno di scuola, la decisione è stata presa in maniera molto repentina, molti non se lo aspettavano, altri speravano non accadesse mai..

E invece, alle 16.30, con gli occhi gonfi di lacrime e di notti insonne, sono andata a prendere mio figlio, iscritto in prima elementare, alle scuole Romagnoli. Dopo un anno di pandemia e con le regole rigidissime che sono state rispettate dai più, non credevo e soprattutto non accettavo, di nuovo, la chiusura delle scuole. Perdere il contatto quotidiano con compagni, insegnanti ed ambiente scolastico, è davvero traumatico, per alcuni poi, la scuola significa l’unico pasto giornaliero, significa stare lontano da una situazione difficile in casa e molto, molto di più.

C’è da dire che gli sguardi che ci scambiavamo tra genitori, valevano più di infinite parole, eravamo tutti molto dispiaciuti. Allo scoccare della campanella, la maestra aprì la porta della classe per accoglierci con la voce spezzata: “mamme, papà, prendete voi gli zaini pesantissimi dei bambini, ci abbiamo messo dentro tutto, perché hanno detto che chiudiamo solo due settimane, ma non si sa mai… nei prossimi giorni ci sentiremo per la didattica a distanza”.

Noi genitori, a meno che non avessimo altri figli più grandi, della didattica a distanza ne avevamo solo sentito parlare; sì, l’anno scolastico scorso si è concluso a distanza, ma i nostri figli frequentavano l’ultimo anno di scuola dell’infanzia e non è la stessa cosa.

Il primo pensiero è stato rivolto verso quelle famiglie che sai che avrebbero potuto incorrere in difficoltà, per via della lingua o perché poco abili con la tecnologia.

Fortunatamente la nostra scuola si è subito attivata a fornire alle famiglie che ne avevano bisogno, computer e connessioni internet in comodato d’uso, nessuno escluso.

Ma la cosa più straordinaria dei maestri delle Romagnoli è stata quella di organizzare la didattica a distanza di tutte le dieci classi, tenendo conto dei fratelli che frequentano classi diverse e fare in modo che le lezioni non si sovrapponessero tra di loro.

Da martedì 2 marzo, iniziava così in prima A, la dad. I 18 alunni sono stati divisi in due gruppi, uno al mattino dalle 10.30 alle 12.30 e l’altro al pomeriggio dalle 15.30 alle 17.30; per i bimbi più in difficoltà, le maestre hanno organizzato delle lezioni di recupero al sabato pomeriggio.

Noi genitori ci siamo aiutati reciprocamente, insegnando a scaricare e ad accedere dal proprio dispositivo alle varie applicazioni, per connettersi alle lezioni e per visionare compiti da fare e materiale caricato dalle insegnanti.

Durante le video lezioni si entra nel privato di ciascuna famiglia: c’erano fratellini che piangevano in sottofondo, adulti che preparavano il pranzo, alunni che venivano supportati dalle sorelle maggiori (perché i genitori non erano in grado di aiutarli) e poi c’erano i genitori che suggerivano le risposte, bimbi che rimanevano indietro nelle consegne. Ma le nostre maestre, fin da subito, si sono mostrate estremamente pazienti, col cuore grandissimo, la loro missione è sempre stata quella di non lasciare indietro nessuno, tutti i bambini erano sullo stesso piano, dovevano tutti arrivare alla soluzione finale di quanto gli veniva richiesto, ognuno coi propri tempi.

In questi 22 giorni hanno imparato filastrocche a memoria, hanno disegnato, ritagliato, incollato, colorato pagine di quaderni a righe per imparare a scrivere in corsivo. Nell’anormalità della situazione, questi piccolini se la sono cavata davvero bene, talvolta con qualche momento di sconforto, che veniva subito recuperato con una risata dei compagni o una parola rassicurante delle maestre.

Indubbiamente sono state giornate faticose, soprattutto per i genitori che lavorano e hanno dovuto riorganizzare la quotidianità famigliare, giornate faticose perché è innaturale fare lezione tramite un computer, ma ce la siamo cavata bene! Tutti insieme, nessuno escluso!

Mercoledì 7 aprile, sono tornati a scuola, con la speranza di concludere l’anno scolastico in presenza. La maestra ci ha accolti al mattino con un gran sorriso fatto con gli occhi, pronta sulle scale con il disinfettante in mano e i piccolini in fila, alcuni entusiasti, altri meno, di ritornare in quell’aula così famigliare, con i loro adorati compagni.

Dalle finestre di casa, ora sono tornata nuovamente a sentirli ridere, a vederli giocare durante la ricreazione; il silenzio di queste settimane l’ho percepito subito fin dal primo giorno di chiusura, è meraviglioso sentirli vivere!

Ringrazio le maestre Teresa e Rossella, per aver potuto toccare con mano, l’amore e la dedizione che hanno verso i nostri figli, la pazienza infinita e inesauribile, la passione verso il mestiere dell’insegnante, l’empatia con famiglie e bambini, un sorriso di benvenuto ad ogni collegamento, la voglia e la perseveranza di andare avanti, nonostante tutto e per non avere mai perso la speranza di tornare presto a rivederci dal vivo e non dietro ad uno schermo.

 

Testo e foto di Alessianeva Marino