Accordo fatto. Finanziamenti per il Pilastro salvati

Da agosto ci impegnamo per informare i nostri lettori su cosa sta succedendo ai finanziamenti del cosiddetto “Bando Periferie” che dovrebbe finanziare investimenti di riqualificazione al Pilastro.
Le notizie che ci riguardano sono cambiate continuamente e la nostra richiesta di precise informazioni ai rappresentanti dei partiti di Governo, non è mai andata in porto. O meglio: appena riuscivamo, con i limiti di cittadini volontari che fanno domande a politici spesso lontani, a sapere o a leggere qualche documento, c’era sempre il rinvio a fatti che dovevano succedere qualche giorno dopo.

Anche questa volta è così: l’accordo pubblicato dalla Conferenza Unificata del 18 ottobre scorso, ( Accordo conferenza unificata) prevede che entro un mese si modifichino le 96 convenzioni fra Governo e Comuni interessati, in modo che, se in corso di realizzazione si hanno economie rispetto alle spese previste in fase di progettazione, tali fondi ritornino a Roma per finanziare nuovi progetti di riqualificazione urbana. In tal caso saranno coperte le spese già sostenute e progressivamente rimborsate gli investimenti programmati che saranno finanziati, non più con l’anticipazione del 20% da parte del Governo, ma accendendo eventualmente prestiti a carico del Comuni. In sede di legge di bilancio sarà ripristinato il finanziamento di  €. 1,6 miliardi a favore dei 96 Comuni precedentemente spostati al 2020.

Un peggioramento? Sì, SENZA DUBBIO.
E’ la scelta definitiva? Se nella legge di bilancio, il Governo e il Parlamento onoreranno l’accordo, sì. Oltre alle dichiarazioni del Presidente dell’ANCI, abbiamo sentito in televisione la conferma della sottosegretario Laura Castelli, e ci auguriamo di aver sentito bene.

RIMANE LA DELUSIONE E IL RAMMARICO: tanta, anche se non urlata. NON siamo né vogliamo essere qualunquisti, in fondo il finanziamento è salvo, con molte probabilità.

Non ci interessa dare la colpa a qualcuno: la pazienza di noi cittadini è al limite, sia di quelli che hanno votato per il cambiamento, sia di quelli che avevano sperato potesse continuare il processo di riforme avviato. Ci si sente presi in giro, così poco importanti che i progetti che ci riguardano si possono far slittare o addirittura cancellare.
Fra noi abitanti delle periferie, invece, in tanti avevamo creduto in quei progetti.
La riqualificazione delle periferie non è un argomento accessorio, non è un “di più” di abbellimento formale. Investire sulla qualità del territorio e della vita nelle periferie è non solo riqualificazione urbana, ma misura di prevenzione della microcriminalità, del degrado e pertanto è un investimento in sicurezza.
E’ un investimento culturale, non solo per le ricadute dirette di miglioramento delle opportunità, ma soprattutto perchè aiuta a sentirsi considerati e inclusi, investe in bellezza. Sappiamo quale effetto positivo su noi pilastrini abbia la vista del nostro villaggio, nato ghetto ma diventato tanto bello negli anni da stupire ed inorgoglire tutti noi.

E’ soprattutto una misura di equità sociale in una società che stenta ad invertire la tendenza al sempre maggiore divario fra ricchi sempre più ricchi e poveri e ceti intermedi che impoveriscono. E’ investimento che al Pilastro consente la riqualificazione della Biblioteca Spina, che non diventerà nè come Sala Borsa o la Mediateca di San Lazzaro, ma un po’ meglio di quello che offre oggi. E non mi riferisco all’impegno di operatori ed utenti o alla dotazione libraria, ma alla mancanza di servizi qualificati per l’handicap, ai servizi igienici, alla cosidetta saletta multifunzionale, cioè all’investimento di riqualificazione strutturale che potrebbe regalare bellezza al cuore del Pilastro.

Testo di Claudia Boattini e Ingrid Negroni con il supporto di un approfondito dibattito della Redazione del blog.
Per approfondire : Cronaca di un finanziamento

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