Intervista a Lucia Fresa, neo-direttrice dell’Agenzia di Sviluppo Pilastro Distretto Nord Est

In dicembre, prima delle vacanze natalizie, abbiamo intervistato Lucia Fresa, la nuova direttrice dell’Agenzia di Sviluppo Territoriale Pilastro – Distretto Nord Est insediatasi nel suo nuovo incarico a giugno 2018.

Lucia è anche Responsabile dell’ufficio nuove cittadinanze, cooperazione e diritti umani per il Comune di Bologna.

R.P. Lucia, puoi raccontarci quali sono le impressioni dei tuoi primi mesi in questo tuo nuovo ruolo?

L.F. Ho accettato questo incarico sapendo che sarebbe stata una grande sfida, non avendo seguito il percorso del progetto Pilastro 2016. In questi mesi ho cercato di conoscere meglio il territorio e le attività dell’Agenzia e dei soggetti coinvolti.

Non sono residente del Pilastro, però il progetto mi è piaciuto fin da subito, riconoscendomi negli obiettivi di sviluppo integrato e sostenibile e nell’accento sulla partecipazione attiva dei cittadini.

I primi mesi sono stati un po’ difficili perché mesi di passaggio. Tutti i soggetti impegnati nell’Agenzia sono persone operative su vari fronti e il tempo a disposizione non è tanto per nessuno.

Il Piano di Sviluppo triennale approvato dagli organi dell’Agenzia prima del mio arrivo è molto ricco e variegato, prenderlo in carico pienamente richiede un po’ di tempo.

R.P. Credi che i cittadini e le cittadine che abitano il rione Pilastro abbiano chiari quali siano gli obiettivi e le azioni portate avanti dall’Agenzia di Sviluppo Territoriale?

L.F. I cittadini del Pilastro in senso ampio, quindi una platea di circa 8 mila persone, non hanno forse molto chiaro cosa sia l’Agenzia di sviluppo.

Credo che la parte più grossa del lavoro di comunicazione su questo aspetto sia stata fatta dal 2016 dal blog del Pilastro, portato avanti proprio da persone che abitano questa zona di Bologna.
Credo che quello sia uno degli strumenti da utilizzare per comunicare ai cittadini e alle cittadine, mi sembra si tratti di una buona pratica da sostenere, insieme ad altri canali di comunicazione anche non virtuali. Servono anche incontri bilaterali però.

La mia vera occasione per conoscere di più il Pilastro è stato il tour della zona, organizzato dall’associazione Mastro Pilastro all’interno delle iniziative dell’edizione 2018 di Trekking Urbano.

Mi hanno molto colpito l’esperienza di TeleTorre, il Parco Pasolini e la sua arena che sicuramente andrebbero maggiormente valorizzati e utilizzati per attività culturali al Pilastro.

Per quanto riguarda i progetti nei quali è direttamente coinvolta l’Agenzia ho potuto scoprire di più in particolare tutta l’area del Podere San Ludovico dove opera Mastro Pilastro in collaborazione con CAAB, Agenzia, Università di Bologna – Dipartimento di Agraria ed altri soggetti come il Conapi.

Tutta quella parte di campagna è ancora dentro la città ed è da scoprire e da valorizzare.

Sicuramente anche l’Arboreto ha un suo grande fascino ed è poco conosciuto dai bolognesi, ma probabilmente anche da una parte dei pilastrini?

Conoscevo già il DOM e Laminarie ed ero stata più volte negli spazi dei servizi educativi per un progetto di cooperazione internazionale con il Brasile, sul quale erano stati coinvolti gli educatori e i ragazzi e le ragazze utenti del servizio.

R.P. Impressioni negative?

L.F. In negativo in realtà al momento non ho visto niente. Il Pilastro è molto più pulito della zona nella quale vivo a Bologna, ad esempio. E’ una zona in cui, come mie abitudini personali, capiterei poco. Ci vengo soprattutto d’estate, all’impianto sportivo della Record perchè mio figlio frequenta a volte i campi estivi lì.

R.P. L’altra tua carica coinvolge l’ufficio dedicato alle nuove cittadinanze, ai diritti umani e alla cooperazione internazionale del Comune di Bologna. Credi che si possano coinvolgere le realtà che operano sul territorio anche su questi argomenti?

L.F. Secondo me assolutamente sì. Infatti la mia intenzione sarebbe quella di coinvolgere l’Agenzia in molte delle progettazioni che segue quell’ufficio.
Per esempio ora abbiamo superato il primo step di valutazione di un progetto europeo che si chiama “EVYDENCE” che si riferisce ad un bando della DG DEVCO (Direzione Generale Development Cooperation) dedicato all’educazione allo sviluppo e alla cittadinanza globale.

Il progetto è complesso, in grande sintesi si tratta di promuovere la mobilitazione dei giovani europei su una campagna pan-europea innovativa e strategica sulle migrazioni e la mobilità, sulla costruzione di una nuova narrativa urbana europea, con un forte coinvolgimento delle seconde generazioni. Infatti nel partenariato c’è il CONNGI, coordinamento nazionale delle nuove generazioni italiane, in cui Bologna è rappresentata da Next Generation Italy.

Qui diversi attori del Pilastro potrebbero essere coinvolti con la facilitazione dell’Agenzia.
Un altro possibile coinvolgimento si potrebbe pensare su un progetto cofinanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), coordinato da GVC e con partner il Comune. Il progetto prevede diverse attività legate al media-training e al media-attivismo dei giovani, così come la creazione di un tavolo di lavoro con i giornalisti locali.
Queste ad esempio sono due progettualità alle quali l’Agenzia potrebbe collaborare per far partecipare anche il Pilastro.

R.P. Quali sono i prossimi obiettivi per l’Agenzia di Sviluppo Territoriale Pilastro -Distretto Nord Est?

L.F. Su questo abbiamo fatto un seminario di riflessione recentemente con i soci del Pilastro e dell’Agenzia. Non erano presenti tutti i fondatori, purtroppo, che sono Granarolo S.p.A., AEMIL BANCA, Fondazione Unipolis, Comune di Bologna, Quartiere San Donato – San Vitale, CAAB, ACER, Università di Bologna, F.lli Romagnoli e Consorzio Parco Commerciale Meraville.
Mentre il numero dei soci partecipanti presenti (associazioni, cooperative e aziende che hanno relazioni o operano al Pilastro) è stato alto con Mastro Pilastro, Eta Beta, Arca di Noè, La Fattoria, Cdh Accaparlante, AESS e qualche componente del Comitato Scientifico.

Abbiamo chiamato il seminario “Riflessioni ad alta voce”, per fare il punto su quelli che erano obiettivi centrali dell’Agenzia che erano di discendenza diretta di Pilastro 2016, sullo scarto che c’è stato tra risultati attesi e risultati raggiunti finora e quindi su cosa ricalibrare l’attività dell’Agenzia visto che il personale operativo attuale può contare, su un periodo che non sappiamo quanto lungo, su una collaboratrice per tre mezze giornate alla settimana, oltre al mio impegno.

Gli obiettivi vanno riequilibrati a partire anche da queste considerazioni molto operative. Sicuramente uno degli obiettivi è fare in modo che l’Agenzia abbia uno staff, persone che possano dedicare tempo, che possano relazionarsi con il territorio in maniera costante e stabile.

Resta l’obiettivo della promozione dell’inserimento lavorativo, e quello di una maggior connessione tra le attività e potenzialità delle numerose aree verdi del Pilastro.

Speriamo nell’approvazione del progetto che CDH e Accaparlante hanno presentato sul PON METRO in quanto si tratta di un progetto con una rete molto ampia di soggetti pubblici, privati e no profit. Se il progetto dovesse essere approvato, potrebbe diventare un’occasione concreta e importante anche a livello istituzionale e politico, per consolidare relazioni e partnership pubblico-privato.

A cura di Jonathan Mastellari